La 12a tappa del Tour de France era disegnata per gli sprinter e, nonostante qualche sussulto e tanti attacchi, raggiunge l'esito sperato. A Chalon-sur-Saône, dopo 179.1km, la spunta Tim Merlier: il belga della Soudal Quick-Step precede Kooij e Philipsen, caduto il vincitore di ieri Waerenskjold. Nessun cambiamento nella classifica generale, con Tadej Pogacar che mantiene la maglia gialla alla vigilia della frazione collinare verso Belfort.
Non c'è due senza tre: Tim Merlier si conserva il re degli sprint e trionfa anche nella 12a tappa del Tour de France, sul traguardo di Chalon-sur-Saône. Il belga la spunta in una frazione disegnata per velocisti, ma che si rivela più complicata del previsto per la grande velocità e gli attacchi che si dipanano nel finale dei 179.1km con partenza dal circuito di Magny-Cours, storica location di gara di F1 e Sbk.
Dopo qualche chilometro di stallo si forma una fuga a quattro, che però non ha vita lunga: Caruso (Bahrain-Victorious), Veistroffer (Lotto-Intermarché), Costiou (Groupama-FdJ) e Vercher (TotalEnergies) non vanno oltre un paio di minuti di vantaggio e vengono riassorbiti definitivamente dal gruppo ai -33km. Qui vari corridori tentano di far saltare il banco, soprattutto nei 2.6km della salita verso la Côte de Montagny-lès-Buxy (pendenza media al 4.3%), coi tentativi di Mads Pedersen e l'attacco di un gruppetto comprendente anche Pippo Ganna (Ineos) e Quinn Simmons (Lidl-Trek).
Il gruppo però controlla e riassorbe l'azione, per poi lanciarsi a tutta velocità verso lo sprint con punte ai 65km/h. Sembra perfetto il lavoro dell'Alpecin e di Mathieu van der Poel, ma Tim Merlier esce ancora una volta al punto giusto e conquista la terza vittoria di tappa in questa Grande Boucle: Chalon-sur-Saône si inchina al belga, che precede Kooij e Philipsen, con Girmay quarto. Mads Pedersen mantiene la maglia verde della classifica a punti con 357 punti, precedendo Girmay (317) e Philipsen (311), e non ci sono scossoni nella generale: Pogacar guida sempre con 3'36" su Vingegaard e 4'06" su Evenepoel. Domani potrebbe esserci qualche cambiamento, nei 205.8km da Dole a Belfort, che prevedono l'arrivo in discesa dopo aver scalato l'ostico Ballon d'Alsace (8.9km al 6.9%): occhio alle fughe, ma anche ai tentativi di qualche scontento nella corsa al podio e alla maglia gialla.