CICLISMO

Ciclismo, Tirreno-Adriatico: il "Muro del Pirata" premia Woods, Nibali a 33 secondi

Il canadese beffa in volata Majka e si prende la maglia azzurra. Primo italiano è Fausto Masnada

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La bellissima terza tappa della Tirreno-Adriatico, 217 km a dividere Follonica da Saturnia, va a Michael Woods (EF Pro Cycling) che nella volata a due sul traguardo beffa Rafal Majka. Decisiva l'accelerazione del canadese sul Muro di Poggio Murella, caro a Marco Pantani (è detto "Muro del Pirata"), e maglia da leader per lui. Vincenzo Nibali arriva a 33 secondi, nel secondo gruppo di inseguitori. A 20 secondi e nella top 10 Fausto Masnada.

La Tirreno-Adriatico scopre le strade care a Marco Pantani, dove l'indimenticato campione si allenava prima di incantare sulle salite d'Italia, Francia e non solo. Diventa quindi una giornata da non perdere quella della Corsa dei due Mari, grazie a un tracciato estremamente interessante e un finale da urlo. Prima dell'arrivo di  Saturnia c'è infatti la doppia salita del Muro di Poggio Murella. Il cosiddetto "Muro del Pirata", con tanto di statua a ricordare le imprese di uno dei campioni più amati di sempre. E che viene onorato da Michael Woods, che compie un capolavoro di classe e tattica fino alla linea del traguardo, tagliata a braccia al cielo.

La vittoria di tappa è infatti costruita dalla sua EF Pro Cycling, all'attacco fin dalle fasi centrali della tappa (in cui in testa ci sono sette fuggitivi, tra cui il bresciano Marco Frapporti). Fondamentale il lavoro di Jonathan Caicedo, con una spinta costante per il compagno di squadra Woods che ne approfitterà nel finale. Nel frattempo Vincenzo Nibali si mantiene nelle posizioni di vertice, controllando il temuto Mathieu Van der Poel che però non azzarda un attacco (chiuderanno a 33 secondi dal vincitore). Il primo a provarci è infatti Florian Senechal, pochi metri dopo l'inizio della salita di Poggio Murella. Il successivo tentativo è già quello giusto: Woods si porta in testa e si fa raggiungere da Rafal Majka della Bora-Hangrohe solo in discesa. I due mantengono il vantaggio sul primo drappello di inseguitori, con un gruppo molto sfaldato, e si giocano la vittoria fino all'ultimo km. O meglio, fino a 400 metri dal traguardo, quando il canadese rompe gli indugi e cambia passo. Majka è completamente sorpreso e l'arrivo del vincitore è solitario e trionfale. Marco Pantani, ovunque si trovi, ha sicuramente apprezzato.

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