ATLETICA

Tamberi trionfa nell’alto degli Ultimate Championship con un sensazionale 2,37

Il fenomenale saltatore azzurro suggella un'altra stagione incredibile conquistando anche il nuovo trofeo di World Athletics. Pernici quinto nella finale degli 800 con uno strepitoso record italiano

di Redazione Sprintnews
14 Set 2026 - 09:52
 © Getty Images

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Gianmarco Tamberi ha vinto con la sensazionale misura di 2,37 il salto in alto maschile degli Ultimate Championship, la prima edizione del nuovo grande evento mondiale ideato da World Athletics e disputato nello stadio di Budapest dove nel 2023 conquistò il titolo mondiale, al termine di una gara gestita con una mostruosa solidità tecnica e mentale, superando senza errori le misure iniziali di 2.22 e 2.26, 2.30 al secondo tentativo, 2.33 e 2.35 al primo, 2.37 al secondo per poi tentare addirittura 2,41 falliti tre volte.

Per il 34enne fenomeno azzurro si tratta di una vittoria dal peso specifico enorme, ottenuta anche con la miglior misura mondiale dell'anno, a soli 2 centimetri dal suo record italiano di 2.39 del 2016, che completa ancora di più il suo palmares ricco di ogni genere di trofeo internazionale, al termine di una stagione che sembrava sino ai Campionati Europei di Birmingham non dovesse decollare per vari problemi fisici, ma che poi con la sua vittoria nell'occasione, la quarta in un campionato continentale, ha restituito un atleta assolutamente integro e vincente, certamente in grado di puntare con grandi ambizioni al prossimo biennio, con Mondiali di Pechino nel 2027 e Olimpiadi di Los Angeles nel 2028.

Nella competizione al secondo posto si è piazzato con 2,30 lo statunitense JuVaughn Harrison, curiosamente il saltatore che fu secondo dietro a Tamberi proprio nel corso dei Mondiali di Budapest 2023, con la stessa misura di 2.36 ma con un numero maggiore di errori. 

Per Gimbo il successo odierno rappresenta il 12esimo di un Grand Slam assoluto che lo ha visto vincitore di 1 titolo olimpico, 1 mondiale all'aperto, 1 mondiale al coperto, 4 europei all'aperto, 1 europeo al coperto, 3 trofei della Diamond League e oggi quello che non poteva avere prima perché si trattava della prima edizione.

LE DICHIARAZIONI DI TAMBERI

"Sapevo di poter saltare molto più alto in questa stagione, di poter fare altre misure e finalmente sono arrivate. Poi con l’asticella a 2,41 ho un po’ rivissuto la mia carriera che mi ha insegnato a non aver paura di niente. Ho dimostrato a me stesso che sono al livello dei miei migliori anni. Mi sono divertito un sacco, ho fatto gioire mia moglie, mia figlia, gli amici, tutti quelli che mi sostengono. La cosa più bella è vedere lo stadio intero che si alza in piedi per un salto, fa venire i brividi, mi dà una forza incredibile. Ora guardo ai Giochi di Los Angeles con una voglia enorme. Mondiali a Roma nel 2029? Sarebbe bellissimo, se si immagina cosa potrebbe essere in casa quello che è stato qui stasera. Sì, sarebbe stupendo chiudere la mia carriera lì.”

Tamberi, una carriera da leggenda: i 12 trionfi che hanno scritto la storia

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© Getty Images   | 13 settembre 2026: Vittoria negli Ultimate Championship di Budapest con 2,37
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© Getty Images   | 13 settembre 2026: Vittoria negli Ultimate Championship di Budapest con 2,37

© Getty Images | 13 settembre 2026: Vittoria negli Ultimate Championship di Budapest con 2,37

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Nella finale degli 800 metri uomini straordinaria prestazione anche di Francesco Pernici, che ha chiuso una gara corsa su ritmi velocissimi tra i migliori specialisti del mondo in quinta posizione, ma polverizzando con 1'42"67 di quasi un secondo il suo record italiano di 1'43"60 realizzato a luglio, grazie al quale aveva cancellato dopo 53 anni il precedente storico di Marcello Fiasconaro di 1'43"70 risalente al 1973.

Il titolo dell'Ultimate Championship viene vinto con il tempo di 1'41"89 dall'algerino Djamel Sedjati, grazie a un fenomenale rettilineo finale grazie al quale ha superato il canadese Marco Arop, che ha provato a lanciare la volata troppo presto all'inizio dell'ultimo giro, secondo in 1'42"28, mentre terzo è stato il keniano campione olimpico Emmanuel Wanyonyi con 1'42"44 e quarto lo statunitense Brandon Miller in 1'42"54, con l'irlandese Mark English campione continentale di Birmingham superato negli ultimi metri da Pernici, primo tra gli europei.

LE DICHIARAZIONI DI PERNICI

"È un’emozione che non si può descrivere. Avevo l’obiettivo di essere il primo italiano sotto 1'43 e ci sono riuscito, poi con questo crono divento anche leader europeo dell’anno, non potevo chiedere di meglio per concludere la stagione. Contava usare la testa in questa gara, quando sono passato ai 600 metri me lo sentivo che potevo fare 1'42 e così è stato."

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Nelle altre finali con partecipazione di atleti italiani, la campionessa d'Europa del salto triplo donne, Dariya Derkach, ha chiuso la sua avventura dopo due salti con il primo migliore di 13,82 per la sesta posizione globale, nella gara vinta dalla senegalese Saly Sarr con 15.06, mentre si è classificata al settimo posto la 4x400 mista composta da Edoardo Scotti, Anna Polinari, Lorenzo Benati e Alessandra Bonora, che hanno chiuso in 3'11"56 nella prova che ha visto il successo del quartetto degli Stati Uniti in 3'08"32.