ATLETICA

Tamberi compie 34 anni e racconta gli ultimi difficilissimi mesi con una punta di speranza

Il campione olimpico di Tokyo 2021 ritorna a comunicare nel giorno suo compleanno con un lungo post su instagram, in cui racconta di tantissimi problemi ma finisce con ottimismo

di Redazione Sprintnews
01 Giu 2026 - 13:31
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 © Getty Images

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Gianmarco Tamberi ha compiuto oggi 34 anni e, dopo mesi in cui non si conoscevano le sue condizioni fisiche, ha offerto tramite un lungo post sulla sua pagina Instagram il resoconto di quanto accadutogli dall'inizio dell'anno, vale a dire una serie di problematiche di vario genere che l'hanno portato a perdere ogni fiducia nella possibilità di preparare in maniera adeguata la stagione, che culmina con gli Europei di Birmingham ad agosto, ma con una punta di speranza alla fine in cui dice di essere uscito dal tunnel in cui era finito.

Ricordiamo che Tamberi, specialista del salto in alto, è reduce da un 2025 non brillantissimo da un punto di vista agonistico, soprattutto per avere iniziato la preparazione molto tardi in quanto sino a febbraio non era nemmeno convinto di continuare la carriera dopo la delusione olimpica del 2024 a Parigi, dove presentandosi da recente campione europeo a Roma e in grado di rivincere l'oro di Tokyo, era stato frenato da vari fortissimi attacchi di calcoli renali, che l'avevano portato in ospedale addirittura anche la notte prima della finale poi disputata per l'onore, pur riscenod in ogni caso a superare la quota di 2,22.

LE PAROLE DI TAMBERI SU INSTAGRAM

"Sono 34.

33 erano gli anni di qualcun altro, forse per questo non mi sono piaciuti molto. Da oggi, invece, è tutta un'altra storia.

​Fatemi raccontare un attimo perché sono scomparso negli ultimi mesi.

A fine gennaio mi è stata diagnosticata una fascite plantare al piede destro. Da quel giorno tutto è precipitato lentamente.

Ho iniziato le cure come da protocollo, ma il piede non faceva che peggiorare giorno dopo giorno. Ho quindi iniziato con terapie più invasive, ma senza alcuna risposta. Sono andato a Monaco con la speranza di risolvere, ma sono ritornato ancora una volta con cattive notizie. Ogni volta che provavo qualcosa di nuovo per risolvere il problema e riponevo speranza in quella cura, me ne ritornavo a casa con uno schiaffone ancora più grande. E intanto i giorni passavano, gli allenamenti saltavano e i miei obiettivi erano sempre più lontani.

​In questa situazione, molto complicata da gestire mentalmente, è tornato a trovarmi il mio nemico più grande. Da un momento all'altro non riuscivo di nuovo più a respirare dal dolore, proprio come quel 10 agosto 2024. Di corsa in ospedale, Toradol in endovena. Un nuovo calcolo, a destra questa volta (a Parigi era a sinistra). Per una settimana ho fatto avanti e indietro tra casa e ospedale. Abbiamo definito la data con il dottore per togliere il calcolo in sala operatoria, perché stava creando problemi.

​Io, mentalmente, sono andato ancora più giù: stava succedendo tutto tranne quello che avrei voluto. Ho iniziato a cedere e non riuscivo a reagire. Fortunatamente, due giorni prima della data dell'intervento, sono riuscito a espellere il calcolo. Ma mentalmente questo problema, sommato alla fascite, mi ha buttato a terra. Ho iniziato ad aver paura che anche questa stagione sarebbe stata un fallimento. Ho iniziato a pensare a tutta la gente che avrei deluso, agli sponsor che avevano creduto in me... Per la prima volta nella mia carriera ho iniziato a cedere alle difficoltà e non riuscivo a reagire.

Ho iniziato a mangiare, mangiare e mangiare per non pensare. In un mese ho preso 4 kg. E più mangiavo, più pensavo di star meglio, e più mi svegliavo con i sensi di colpa. Mi dicevo che non potevo fare una dieta ferrea se non ero neanche in grado di fare un passo di corsa ormai da settimane. Ma il piede non migliorava e il peso sulla bilancia lievitava. Continuavo ogni giorno con ore e ore di terapie, ma i risultati erano quasi invisibili.

Poi ho deciso di mettere un punto a questa storia e di ricominciare a crederci, proprio come quando tutto funziona, perché sapevo che era l'unico modo per avere una possibilità.

Molto lentamente le cose hanno iniziato a migliorare: ho ricominciato a corricchiare, poi a fare degli esercizi e infine i primi saltini. Ora sono lontanissimo da dove avrei immaginato di essere oggi, il 1° giugno, ma sono orgoglioso di essere riuscito a reagire in un momento molto complicato. Di averci creduto anche quando vedevo solo nero. Quello spiraglio di luce ora c'è e, per quanto sarà difficilissimo, farò di tutto per raggiungerlo. Agli europei di agosto mancano ancora 2 mesi e mezzo.

Un grazie speciale va a mia moglie che, come sempre, è stata in grado di starmi al fianco nel migliore dei modi in un momento molto complicato. Si è presa cura di me quando stavo male e mi ha aiutato a reagire. L'idea di poterla rendere orgogliosa ancora una volta di me è una delle motivazioni più grandi che ho.

Grazie a tutti voi per gli auguri. Che questi 34 anni siano un nuovo inizio!"