Furlani argento nel salto in lungo dei mondiali indoor a Torun
Il 21enne saltatore azzurro perde l'oro all'ultimo salto per una fenomenale prestazione del portoghese Baldé
di Redazione Sprintnews© Grana/Fidal
Mattia Furlani conquista la medaglia d'argento nella finale del salto in lungo maschile, nei campionati mondiali indoor di Torun in Polonia, alla fine di una gara incredibile che si risolve all'ultimo salto quando, dopo che il ventunenne azzurro nel quinto era riuscito eguagliando il proprio personale, a balzare in testa con 8.39 davanti bulgaro Bozhidar Saraboyukov, primo sino a quel momento con 8.31 e alla fine terzo, si è visto superato per il titolo dal portoghese Gerson Baldé, capace di realizzare il proprio personale con un grande balzo a 8.46, migliorandosi di ben 14 centimetri.
Il 21enne saltatore azzurro non è quindi riuscito a replicare il titolo al coperto conquistato l'anno scorso a Nanchino, pur disputando l'ennesima sensazionale prova della sua giovanissima carriera, e ottenendo in ogni caso il suo settimo podio consecutivo nelle più grandi manifestazioni internazionali, negli ultimi 24 mesi, di cui una olimpiade, quattro mondiali e due europei.
Va evidenziato anche come Mattia sia entrato in pedana non al meglio della condizione fisica per un problemi di stomaco accusati durante la notte precedente, che ne ha messo addirittura in discussione la presenza in gara.
Con l'argento di Furlani il medagliere azzurro di questa trionfale spedizione italiana arriva a 5 podi, con tre ori e due argenti, record di successi e medaglie in un campionato dl mondo nella storia dell'atletica italiana, oltre che miglior piazzamento di sempre nel medagliere con il terzo posto.
LE DICHIARAZIONI DI FURLANI
"È fantastico, dopo le ultime settimane che non sono state facili per me, se penso che tornavo da un periodo di influenza e che stanotte ho dato due volte di stomaco. Mi sento grato, perché ho fatto un ottimo lavoro, ma allo stesso tempo c’è da lavorare ancora su molte cose. L’obiettivo era confermarsi e difendere il titolo, inutile nasconderlo, ma ogni gara è a sé. In quel salto, se avessi preso più centimetri alla pedana, ero sugli 8,50 e anche la chiusura non è stata il massimo. È importante tirare fuori le unghie al momento che conta: questa è stata una tappa bellissima, di crescita. Sono pronto ormai per certe misure che diventano l’obiettivo per la stagione all’aperto".
© Grana/Fidal
Nelle altre due finali con presenze di atleti azzurri, nei 1500 metri maschili Federico Riva lotta sempre nelle primissime posizioni in una gara che si rivela, come previsto, tattica sin dall'inizio, ma nei 100 metri conclusivi non riesce a far emergere lo sprint che spesso lo contraddistingue, scivolando in fondo sul rettilineo conclusivo, per chiudere settimo con il tempo di 3'40"98, con la vittoria che va allo spagnolo Mariano Garcia in 3'39"63, davanti al portoghese campione del mondo all'aperto di Tokyo, Isaac Nader, secondo con 3'40"06.
Nei 1500 femminili, infine, Ludovica Cavalli è nona in 4'10"10, senza mai riuscire a entrare nel vivo della competizione per le prime posizioni, nella prova vinta dalla britannica Georgia Hunter Bell in 3'58"33, in una prova contrariamente a quella degli uomini su ritmi sostenuti, vista la fuga iniziale dell’etiope Birke Haylom, poi ripresa e quinta al traguardo in 4'01"34.