Battocletti: "Io, aquila volata oltre al burnout. A LA 2028 con l'amica Pellacani e un sogno comune"
Relax Nadia dopo il 4° titolo europeo: “Superati gli allenamenti in Ramadan e i dubbi, mi motivano le lettere dei bimbi. Stesso sostegno da Sinner e dai calciatori dell’Inter: lo sport resti unito”
di Paolo Borella© Grana/Fidal
La regina dell'atletica italiana "aspetta come un corvo e poi vola come un'aquila". Il consiglio è del papà-coach Giuliano, incoronato da Nadia Battocletti dopo il quarto oro europeo a Birmingham, dove la 26enne di Cavareno (Trento) ha confermato la doppietta di Roma nei 5.000 e 10.000 metri.
Tutto scontato? Per niente, confessa Battocletti in esclusiva a SportMediaset: "Un po' di preoccupazione c'era, avevo gareggiato solo ai campionati italiani. Le pressioni non mancavano, ma sento soprattutto quelle che arrivano da me stessa". In un 2026 magico, ha anche preparato e vinto i Mondiali indoor durante il Ramadan: "Allenarsi ad altissimo livello e nel frattempo rispettare il digiuno è forse la sfida più complessa".
Insomma, anche StraordiNadia può sentirsi in difficoltà. Dopo il primo successo in Diamond League e le ultime gare, si godrà il meritato riposo: "In Sardegna, con il mio 'Gianlu'. Non è che voglio staccare, devo proprio farlo. Quest'anno sono praticamente arrivata al burnout", dice accennando un tenero sorriso.
Come i compagni azzurri della trionfale spedizione inglese, Nadia si apre in modo naturale e non si ritira su alcun tema, nemmeno quelli personali. Si parte dalla carne di struzzo che le ha svoltato la dieta e tra Sinner, tesi universitaria, la sua Inter e le lettere dei bambini si arriva ai sogni olimpici di Los Angeles, condivisi con l'altra dominatrice d'Europa, l'amica tuffatrice Chiara Pellacani.
Rifugio Campolongo, sopra Asiago. Nel suo ritiro solo carne di struzzo, perché?
"Stando in altura e lavorando tanto non potevo non curare l'alimentazione al 100%. Su consiglio del mio dottore ho puntato sulla carne di struzzo, che è simile al manzo, molto buona e anche ricca di ferro. Ragù a pranzo, bresaola a merenda e bistecchine alla sera. Mi sono ripresa alla grande".
Il terzo e quarto oro europeo lo dimostrano. Cosa resta nel cuore oggi?
"È stato tutto bello, mi sono divertita e dopo la prima gare ho cancellato le preoccupazioni e mi sono goduta la trasferta. So che in Europa tutti gli occhi sono puntati su di me, ma io entro in gara pensando solo alle mie sensazioni, con uno staff che mi dà molta tranquillità".
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I Battocletti: Nadia "incorona" il papà e coach Giuliano dopo il secondo oro agli Europei di Birmingham
Prima la corona arrivata da mamma Jawhara, poi quella che lei ha comprato e donato al suo coach, papà Giuliano. Cosa cambia nell'avere un allenatore in casa?
"Papà mi ha sempre aiutata molto, anche nel gestire gli allenamenti durante il periodo del Ramadan in cui preparavo i Mondiali indoor di Torun. Forse è stata la parte più complessa: allenarsi ad altissimo livello e nel mentre rispettare il digiuno. Però sono scelte che sento mie, fatte senza problemi. Per questo sono ancora più soddisfatta di quella vittoria".
In tutto questo che ruolo ha il suo fidanzato Gianluca?
"È bravissimo, mi permette di restare serena. Con lui non ho ansie e sono davvero molto felice. Andremo in vacanza in Sardegna, avevo pensato a Porto Rico per la mia passione per il ballo e la salsa, ma la mia pausa cadeva nella stagione degli uragani. Devo proprio staccare, altrimenti non arrivo all'anno prossimo. Già quest'anno sono praticamente arrivata al burnout, quindi è proprio una necessità".
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Nadia Battocletti festeggia col fidanzato Gianluca
Eppure, da fuori sembra sempre composta e rilassata. Si arrabbia mai?
"C'è anche un altro lato di me che non si vede e di cui spesso non mi rendo conto nemmeno io. Certo, non scalpito e non faccio scenate, non fa parte del mio carattere. Però pretendo tanto da me e dai miei allenamenti. Il periodo in cui non riuscivo a performare è stato complesso, non riuscivo a trovare le sicurezze che tanto cercavo".
Quando mette la "marcia Battocletti" negli ultimi 200-300 metri, non ce n'è per nessuno. Capacità innata o tanto allenamento?
"È una caratteristica che devi avere dentro. Nei miei allenamenti non mi concentro mai su rapidità o cambi di velocità folli, la ripetuta più corta è da 300 metri e vado più sulla quantità che sulla qualità. Quel finale è parte di me dalla prima gara, all'età di 7 anni, in cui arrivai seconda in rimonta su tutte".
Un po' come l'argento ai Giochi Olimpici di Parigi. Lo stimolo di inseguire un oro a Los Angeles è fondamentale per tenere il fuoco vivo dentro?
"Ogni gara e ogni stagione sono uniche, con i propri problemi e i propri frutti. Non penso che vincere una Olimpiade ti porti a dire: 'Basta, ho dato il massimo in questo sport'. Anzi, per tanti atleti i titoli successivi non dico siano più importanti, ma forse belli da raggiungere dopo le sofferenze. Per un atleta, la soddisfazione di una vittoria dipende anche dalla fatica che ci metti per portarla a casa".
Gli Europei di atletica e nuoto ci hanno regalato due atlete donne che hanno dominato con soli ori: lei e Chiara Pellacani nei tuffi. Vi conoscete?
"L'ho incontrata proprio a Parigi in uno dei primi eventi dei Giochi e ricordo benissimo che la guardavo in tv già da allora. Poi ci siamo riviste a pranzo dentro al villaggio olimpico e ci siamo scambiate il numero. Sono molto felice per le sue vittorie, ha fatto un'impresa e fa bene a godersela. Ci siamo complimentate una con l'altra".
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Le dominatrici di Europa: Nadia Battocletti e Chiara Pellacani, 2 e 5 ori agli Europei di atletica e nuoto
Gli appassionati italiani di sport accomunano la vostra missione verso Los Angeles 2028: supercampionesse d'Europa che ora puntano all'Olimpo. Le piace come parallelismo?
"In ogni sport è giusto pensare a raggiungere il 100% delle proprie possibilità e cercare di ottenere il massimo che si può fare. Nel suo sport, il top sono le tuffatrici cinesi, nel mio le mezzofondiste etiopi e keniane. Diciamo che abbiamo chiare le avversarie".
Sara Curtis è rimasta colpita dai messaggi di complimenti di Sinner e ha detto che un calciatore non l'avrebbe fatto. È vero che tra atleti di sport diversi dal calcio c'è più solidarietà?
"Sinner ha scritto anche a me dopo gli ori e fa molto piacere questa sua attenzione: ci sosteniamo a vicenda. Ma ho avuto una bella impressione anche quando mi ha accolto l'Inter, di cui sono tifosa, ad Appiano Gentile. Ho potuto parlare con i calciatori ed è stata una bellissima esperienza. Non farei distinzioni tra categorie, ma parlerei della bellezza dello sport in generale, in tutte le sue diverse discipline".
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La visita di Nadia Battocletti all'Inter ad aprile: qui con i nerazzurri Calhanoglu, Darmian, Pio Esposito e Barella
È vero che poteva diventare professionista anche nel tennis?
"Da piccola giocavo e mi sarebbe piaciuto molto, anche se non penso che avrei potuto fare una carriera sugli stessi livelli dell'atletica. Ho capito che questo sport sarebbe stata la mia vita dopo le Olimpiadi di Tokyo nel 2021. Prima era tutto idealizzato e si poteva pensare a un po' di fortuna, ora capisco che ogni cosa arriva da anni di lavoro. Nello sport non c'è niente di casuale".
Intanto continua a studiare. Come va con la tesi in ingegneria e architettura edile?
"La prima parte è pronta, ora sto pensando a come strutturare dal punto di vista architettonico lo spazio della scuola dell'infanzia che sto progettando. Ho puntato sulla salutogenesi: materiali in legno, aerazione, attenzione alla luce, alle forme e al colore delle pareti. Di solito se ne parla per gli ospedali, ma è importante anche per i bambini. Hanno bisogno di un ambiente confortevole, la loro scuola non deve sembrare un ufficio. Serve un po' più di cuore!".
A proposito, è diventata un idolo popolare al punto che a casa sua arrivano centinaia di letterine dai bambini. Una che l'ha colpita?
"Mi ha scritto una bambina, Maddalena, che ha iniziato atletica dopo aver giocato a tennis, proprio come me. Mi ha detto: 'A volte non ho voglia di allenarmi, ma penso: cosa farebbe Nadia? Lei andrebbe di sicuro!'. Queste piccole cose mi danno più forza di quella che riesco a trovare in campo da sola. Mi convincono che ciò che sto facendo è bello e giusto e che ha senso provarci anche quando tutto sembra così complesso".
Corvo o aquila: che animale si sente Nadia Battocletti verso Los Angeles 2028?
Sorride. "Dipenderà dalla tattica, da lì arriva l'animale scelto da mio papà. Ma solo in gara mi 'trasformo', nella vita di tutti i giorni mi sento solamente Nadia".