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Conto alla rovescia per la Indycar Series: il via sabato 6 giugno in Texas

Nella scia della NASCAR, già ripartita, tra un paio di settimane tocca alla Indycar Series dare il via al proprio campionato ... "indycentrico"

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Mentre Formula Uno e MotoGP cercano faticosamente di mettere a punto un calendario iridato (e realistico) che permetta di scendere in pista a partire dal mese di luglio, negli Stati Uniti si corre già o ci si prepara a farlo in tempi brevi. Il campionato NASCAR è ripreso alla metà di maggio, dopo poco più di due mesi di pausa, mentre la Indycar Series si prepara al debutto al Texas Motor Speedway, per il primo  di quindici appuntamenti  in programma.

Quindici appuntamenti in dieci autodromi, nello spazio di quattro mesi e mezzo: la Indycar Series ha messo a punto e confermato un calendario ambizioso e concreto. E non ci si poteva aspettare niente di meno dal suo nuovo proprietario. Sul finire del 2019 infatti Roger Penske ha rilevato dalla famiglia Hulman l'Indianapolis Motor Speedway, la 500 Miglia di Indianapolis e la Indycar Series appunto, trovandosi subito a che fare con la sfida della pandemia. La risposta dell'imprenditore americano  è il calendario che prevede il via alla stagione sabato 6 giugno con la Genesys 300 al Texas Motor Speedway "by night". Si correrà a porte chiuse e tribune deserte, naturalmente e con un programma superconcentrato. Tutto in un giorno solo: prove libere, qualificazioni e gara. Dopo il debutto stagionale, la serie osserverà  una sosta di quattro settimane, per riprendere sabato 4 luglio con il primo dei due appuntamenti in programma sulla versione stradale (Road Course, utilizzato in passato per i GP di Formula Uno e MotoGP) dell'Indianapolis Motor Speedway. Non si tratterà però di gare back-to-back, come nel caso delle due successive a Road America e allo Iowa Speedway , che completano il mese di luglio. Sì perché, per il bis della gara stradale nell'infield dell'IMS bisognerà attendere sabato 3 ottobre, penultima tappa di un campionato che si chiuderà a domenica 25 ottobre a St. Petersburg: un vero e proprio "testacoda", quello della città della Florida, che tradizionalmente ospita la gara d'apertura di una serie che, quest'anno più che mai, ruota intorno a Indianapolis. Con una straordinaria novità, anzi una prima assoluta: la tappa stradale di Indianapolis del 4 luglio sarà infatti seguita - l'indomani stesso - dalla 400 Miglia NASCAR! Per gli appassionati d'Oltreatlantico un'occasione imperdibile di poter assistere nell'arco di ventiquattro ore (e proprio nel wekend dell'Independence Day) allo show delle monoposto tipo Indy ed a quello delle stock cars. Un'impresa logisticamente complessa, appena semplificata (si fa per dire) dalla dislocazione delle due prove su tracciati che in comune hanno solo un terzo circa del catino dello speedway ... Che tornerà poi ad ospitare le ruote scoperte al culmine dell'estate. La Indy 500 rappresenta infatti il fulcro dell'intera stagione: qualifiche nel weekend di Ferragosto, raceday domenica 23.

Completano il calendario le due gare che precedono e seguono Indy, nella prima e nell'ultima domenica di agosto (rispettivamente a  Mid Ohio e Gateway) e quelle di settembre a Portland e Laguna Seca (quest'ultima in versione doppia.) In totale come detto quindici prove: nove su tracciati stradali (compreso il cittadino non permanente di St. Petersburg) e sei su ovali. Questi ultimi sono invece il piatto forte (anzi fortissimo, praticamente unico, se si esclude la tappa di Watkins Glen)  del campionato NASCAR che, scattando in pieno inverno, aveva già portato a termine quattro prove (ad iniziare dalla Daytona 500 di metà febbraio) prima dello stop causa emergenza sanitaria. Ed è appena ripreso con una programmazione senza respiro che dovrebbe consentire di recuperare ... il tempo perduto e completare il calendario originale!

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