Serena e la sconfitta più pesante in carriera: "Era appena stato rilasciato l'assassino di mia sorella"

L'americana spiega la clamorosa debacle contro la Konta al torneo di San José

La famiglia di Serena nel 2003 (Ansa)

Aveva destato grande scalpore la sconfitta di Serena Williams a fine luglio nel torneo di San José contro la britannica Johanna Konta: un 6-1, 6-0 in soli 52 minuti per quella che è stata la peggior prestazione in carriera. A distanza di un paio di settimane è stata la stessa americana a spiegare il motivo del clamoroso ko, che nulla ha a che fare con il rientro post-gravidanza. Dieci minuti prima di scendere in campo, la 36enne ex numero 1 al mondo era venuta a sapere su Instagram che l'assassino della sorella Yetunde Price, uccisa in uno scontro a fuoco, era stato rilasciato sulla parola. "Non riuscivo a togliermelo dalla mente - ha spiegato al Time - E' stata dura perché pensavo ai suoi tre figli, a quanto significhino per me e a quanto gli voglio bene".

Robert Maxfield, nel settembre del 2003, ha sparato con un AK-47 e ha colpito alla nuca Yetunde, sorellastra di Serena e Venus, morta sul colpo. Nel 2006 l'uomo, appartenente alla Southside Crips gang, era stato condannato in via definitiva a 15 anni di prigione ma dopo 12 anni è scarcerato per buona condotta. Quella notte, Yetunde era a bordo di un SUV assieme al suo fidanzato che poi, secondo la polizia, sarebbe dovuto essere il destinatario del proiettile sparato da Maxfield per un regolamento di conti tra bande. La morte della donna fu un duro colpo per le due sorelle, che meditarono persino l'addio al tennis.

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