Valentino, il divertimento continua. E la Dorna se la ride

Il commento dopo il rinnovo di Rossi con la Yamaha fino al 2020

di LUCA BUDEL

Valentino, il divertimento continua. E la Dorna se la ride

Mamma guarda come mi diverto”. Parole e musica di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, 1990 l’anno della diffusione del pezzo. Frase che, immaginiamo, Valentino Rossi abbia ripetuto a mamma Stefania, anche in occasione di un rinnovo contrattuale fuori dal normale. Sì perché Rossi ha deciso di restare in sella ben oltre il compleanno numero 41, altro record che il dottore si è messo in testa.

Valentino sostiene da sempre che il giorno dell’addio alle corse arriverà quando non si divertirà più. Da qui l’incipit vergato 28 anni fa da Jovanotti che, non a caso, è amico fraterno di Rossi. Insomma la pensione può attendere perché il dottore ama ancora andare in moto, lo fa quasi tutti i giorni sul tracciato del suo ranch o praticando enduro tra i boschi delle Marche. Per il futuro è pronta da anni la factory VR46, gestita nel presente da amici fidati. Quindi Rossi ha deciso di mettersi alla prova per altre tre stagioni, una missione complicata dal confronto con una delle più talentuose generazioni nella storia del motomondiale, ragazzi che da piccoli sognavano di diventare come Rossi e che oggi hanno solo in mente di asfaltarlo. In questo senso Valentino merita la nostra ammirazione perché non è facile tirare una staccata in mezzo a colleghi che andavano all’asilo nido quando tu già vincevi.

Il rinnovo di Rossi permette ovviamente a Carmelo Ezpeleta e alla Dorna di tirare un sospiro di sollievo. La gallina dalle uova d’oro, quella che permette di riempire gli autodromi e tenere alti i costi dei diritti televisivi ci sarà fino al 2020 compreso. Il problema semmai sarà il dopo. Colpa di un sistema che negli anni è diventato sempre più dipendente da un pilota e che ora cerca di spremerlo fino all’ultimo. Così l’impatto dell’addio di Rossi avrà effetti devastanti per chi non ha saputo o non è stato capace di affrancarsi dal monumento. Qui sta l’enorme differenza con la Formula 1, che nel 1994 è sopravissuta alla drammatica scomparsa di Ayrton Senna e 12 anni più tardi all’addio di Schumacher alla Ferrari.

ZoomDisattiva slideshow
Foto 1

Ansa

Foto 2
Foto 3
Foto 4
Foto 5
Foto 6
Foto 7
Foto 8
Foto 9
Foto 10
Foto 11
Foto 12
Foto 13
Foto 14
Foto 15
Foto 16
Foto 17
Foto 18
Foto 19
Foto 20
Foto 21
Foto 22
Foto 23
Foto 24
Foto 25
Foto 26
Foto 27
Foto 28
Foto 29
Foto 30
Foto 31

Ansa

Foto 32

Ansa

Foto 33

Ansa

Foto 34

Ansa

Foto 35

Ansa

Foto 36

Ansa

TAGS:
Valentino rossi
Motogp
Yamaha

Invia un commento

Per poter inviare, rispondere o votare un commento, occorre essere registrati ed effettuare il login

Registrazione Login X

Invia commento

Ciao

Esci Disclaimer

I vostri messaggi

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati

Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre


In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che: 

- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV

- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti

- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni

- Più in generale violino i diritti di terzi

- Promuovano attività illegali

- Promuovano prodotti o servizi commerciali

X