Vettel commemora Enzo Ferrari: "Il suo spirito è ancora a Maranello"

Trent'anni fa la scomparsa del Drake: "Avrei voluto conoscerlo"

Vettel commemora Enzo Ferrari: "Il suo spirito è ancora a Maranello"

Sono passati 30 anni dalla scomparsa di Enzo Ferrari, era il 14 agosto 1988, ma il suo nome continua a restare nel mito. Lo conferma Sebastian Vettel commemorando il "Drake". "Dal primo giorno in cui sono entrato in Ferrari, a fine 2014, ho sentito che il suo spirito era presente ovunque. Avrei davvero voluto conoscerlo, perché secondo me era una persona speciale, un uomo con una visione presente ancora oggi", ha detto in esclusiva a La Stampa.

"Io sono nato nel 1987, solo un anno prima della morte di Ferrari, per cui naturalmente non ho mai potuto conoscerlo di persona, e oggi posso solo immaginare come sarebbe stato il nostro incontro", ha aggiunto. "La gente che lavora qui - ha concluso Vettel - indipendentemente dal ruolo che svolge, sente questa presenza e lavora con più passione. È questo che rende speciale guidare per la Ferrari, che rende il Cavallino diverso da ogni altro team: la Ferrari è un mito per tutti, per me lo è stato da quando giocavo da bambino, e la macchinina rossa era sempre la mia preferita; o più avanti nel tempo, quando seguivo le gare di Schumacher con la Rossa. La Ferrari è un mito, e i volanti Ferrari in Formula 1 sono solo due, per cui considero un privilegio e un onore essere un pilota titolare della scuderia".

Sulla stagione in corso Vettel non nasconde le sue speranze. "Le cose sono girate qualche volta dalla nostra parte e altre no, ma dal mio punto di vista penso che siamo stati abbastanza concreti. L'unico errore, (in Germania, ndr) è stato piccolo, ma molto costoso: non stavo nemmeno forzando e sono volato fuori. Fa male, ma non si può riportare indietro l'orologio. Però sono abbastanza fiducioso che se avremo la macchina con cui lottare, possiamo metterli sotto pressione e far sì che le cose girino nella seconda metà della stagione. Al contrario dello scorso anno, abbiamo dimostrato che la macchina è più efficiente e ha ancora molte potenzialità da mostrare. Sono fiducioso per ciò che è in cantiere, dovrebbe essere un'entusiasmante seconda parte di stagione", ha raccontato a F1.com.

MONTEZEMOLO: "UN GENIO, GUARDAVA AL FUTURO"

"Enzo Ferrari è stato un uomo geniale, coraggioso, determinato, sempre abile a stimolare i propri uomini, a motivarli e a guardare avanti. Mai indietro, sempre al domani soprattutto nei momenti difficili. Da lui ho imparato molto, a lui devo molto". Luca di Montezemolo, a lungo collaboratore di Enzo Ferrari e per 23 anni presidente della Casa di Maranello, ha ricordato così, in un'intervista al Tg5, la figura del fondatore a 30 anni dalla scomparsa. "Aveva anche un grande istinto naturale di marketing - ha proseguito Montezemolo - , un genio per come ha gestito la sua immagine e soprattutto la sua azienda, il marchio, il nome della Ferrari. Mi ricordo quando nel 1975 quando a Monza abbiamo vinto dopo dodici anni il mondiale con Lauda, io come giovane direttore sportivo gli telefonai dopo la gara e lo sentii per la prima volta commosso, quasi in lacrime, al telefono. E questo dimostra l'attaccamento la passione che aveva per la sua azienda e per i suoi uomini". "Quando ho preso il suo posto nel '91 - ha raccontato ancora l'ex numero uno della Ferrari - e per 23 anni ho ricoperto quel ruolo, ogni volta che vincevamo, e abbiamo vinto 14 titoli mondiali, ho sempre pensato fosse un modo per restituire a lui la fiducia che mi diede quando ero giovanissimo. Ho sempre pensato che sarebbe stato orgoglioso di quello che avevamo fatto. Un vero italiano attaccato alla sua terra, un uomo straordinario di grandissima intuizione e che ha sempre amato la sua azienda e il suo lavoro".

PIERO FERRARI: "MIO PADRE SAREBBE CONTENTO"

"A trent'anni dalla scomparsa di mio padre, come figlio sono orgoglioso di vedere quanto affetto c'e' ancora nei suoi confronti e sono sicuro che sarebbe particolarmente contento di vedere tanti giovani che lo ricordano e seguono con passione la Ferrari". Lo ha detto Piero Ferrari, figlio di Enzo. Trent'anni in cui l'azienda è molto cambiata: "Quella di oggi è una Ferrari sicuramente diversa, ma che a lui sarebbe piaciuta perché ha gli stessi valori e guarda, come sempre ha fatto lui, al futuro".

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