Gattuso: "Ho grinta e passione. Non sono di passaggio. Non farò come Seedorf e Pippo"

Il tecnico: "Esigo disciplina e sacrificio. Ho parlato con la squadra e Bonucci: lui resta capitano"

Dopo l'esonero di Montella, il Milan ha consegnato la squadra a Gattuso. E Ringhio ha subito messo in chiaro il suo ruolo. "Ho grinta, ma è riduttivo parlare di questo - ha spiegato -. Sono preparato e non sono un traghettatore". Poi qualche dritta su quello che chiederà alla squadra: "Voglio disciplina e sacrificio". "Difesa a tre, centrocampo a quattro, davanti vediamo... - ha aggiunto - Kessié quello che mi assomiglia di più, Bonucci resta capitano".

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LA CONFERENZA DI GATTUSO

Il ritorno al Milan
"E' un giorno importante. E' una grandissima responsabilità. So che ci sarà da lavorare. Ma sarà anche un piacere allenare questa squadra, che ha 16 nazionali. Ora non stiamo attraversando un grande momento, ma possono fare di più e devono fare di più. Nelle precedenti esperienze avevo preoccupazioni diverse. Qui c'è tutto. La squadra, la società. In Italia non si è mai abbastanza esperti. Io ho allenato in 100 e passa partite. Poi starà a me dimostrare con i risultati, ma penso che questa squadra possa fare bene"

Le idee
"Io ho le idee chiare. Vedremo i concetti. Lavoreremo sulla difesa a tre. Io ho avuto un grandissimo rapporto con Montella. C'è stata sempre grande disponibilità da parte sua. Abbiamo un diverso modo di vedere il calcio. A lui piace il palleggio partendo da dietro, io sono convinto che poi si debba verticalizzare e puntare la porta"

Il gruppo in Primavera
"Per me il gruppo è importante. Ci sono tante persone dietro una squadra. Ci sono tante persone che stanno a contatto con i giocatori. In questi mesi ho visto una crescita pazzesca in tanti di loro in Primavera. Sono riuscito a entrare nella loro testa. Vedevo una squadra convinta e consapevole, che sapeva soffire e poteva far male in qualsiasi momento"

Le difficoltà
"Questa squadra può fare di più. Presi singolarmente, sono giocatori che hanno grande qualità, ma dobbiamo diventare squadra. Dobbiamo saper soffrire, coprire bene il campo e creare lo spirito battagliero per aiutarci. La squadra ha dimostrato di saper far girare la palla, ma dobbiamo dimostrare di saper essere compatti, anche quando c'è da soffrire"

Gli obiettivi
"Non penso alla Champions e non guardo la classifica, ma vivo alla giornata, partita dopo partita. Poi vedremo dove siamo arrivati. Domenica c'è il Benevento e dobbiamo preparare bene questa gara, come se fosse la finale di Coppa del Mondo. Quando si gioca a San Siro occorre star bene a 360°, altrimenti la palla pesa. Dobbiamo riuscire a dare qualcosa in più a livello mentale a questi ragazzi"

Grinta e preparazione
"Mi sembra riduttivo che ancora parliamo di Gattuso calciatore. Lo spirito aggressivo e la rabbia caratteriale è rimasta, ma io sono passato da Coverciano e non mi hanno regalato il patentino. Ho studiato, sono andato in giro per vedere cosa fanno altri colleghi. Poi occorre preparare le gare e non si preparano solo con cuore, grinta e cattiveria. La chiave per cambiare è la storia di questo club. Non va dimenticato il Dna di questa società. Le regole, le usanze. Serve un grande senso di appartenenza. Per giocare a calcio occorre fare fatica. Condizione fisica e preparazione a livello tecnico e tattico"

Il modulo

"Dipende da come stano i giocatori. Tre in difesa, quattro a centrocampo e poi vediamo davanti. Valuteremo partita dopo partita"

La conversazione con Berlusconi
"Lo conosco bene. E' un grande conoscitore di calcio. Abbiamo parlato dei due attaccanti e del Dna del Milan. Di tutto quello che pensa e che gli avete già sentito dire tante volte. L'ho ascoltato con grande attenzione per quello che ha fatto al Milan e per l'uomo che è. Il nuovo presidente non parla inglese e nemmeno calabrese...Troveremo il modo e il tempo di scambiare due parole"

C'è un nuovo Gattuso?
"Kessie è quello che mi assomiglia di più. Anzi, è molto più forte ed esplosivo. Ha qualche gol in più nelle gambe di me. Spero che riusciremo ad averne più giocatori con questa mentalità"

Un Gattuso diverso?
"Ho preso tante legnate. Mi sono fidato tantissime volte e ho messo anche in difficoltà tante persone che sono venute a lavorare con me. La passione mi ha portato a fare degli errori. Tante volte abbiamo fatto fatica, ragionando a livello dilettantistico. A volte ci mancava anche un campo per allenarci. Ho scelto questo lavoro così difficile e complesso perché occorre stare sul campo, non bastano i fogli di carta e le lavagne. Mi piace questo lavoro e penso di avere le caratteristiche giuste per farlo. Sono andato in giro per l'Italia e l'Europa per migliorare. In carriera ho giocato sui miei limiti, ma ero sempre l'ultimo a lasciare il campo. C'è chi mi sottovaluta? Non mi interessa. Ho la consapevolezza della mia forza"

Rischio Milan
"Io ho sempre rischiato. Non sono un calcolatore. Qui corro il rischio di bruciarmi, lo so. Ma vivo così, voglio vivere da protagonista. Sono in uno dei più grandi club al mondo e ho un'opportunità incredibile. E' inutile fasciarsi la testa prima di farsi male"

Il mal di gol
"Le mie squadre prendono pochi gol, ma ne fanno anche pochi. Ci lavoreremo. Abbiamo preparato anche per codificare tre o quattro giocate. Ma non è solo un problema dei gol. E' un atteggiamento generale. Col Torino ho visto una squadra che ha creato, apportando anche delle modifiche tattiche"

André Silva
"E' un giocatore giovane con grandissime qualità. Ha un grande mercato anche se non ha fatto bene in Serie A. In Europa League invec elo ha già dimostrato. C'è bisogno che giochi di più con la squadra. A volte gioca un po' da solo. Dobbiamo metterlo in condizione di rendere al massimo"

Le prossime gare
"Partite facili in Serie A non ce ne sono. Dovremo farci trovare pronti e preparare le gare nel modo giusto"

Bonucci
"Rimarrà il capitano. Non aspettatevi novità in questo senso. Ho visto ragazzi che hanno grande voglia di mettersi a disposizione e di lavorare. Ho solo chiesto loro grande senso di appartenenza. Amo una squadra che ha disciplina. Il resto lo voglio vedere in campo. Non mi interessa se i giocatori escono alla sera o non si sopportano tra di loro. La cosa importante è dare tutto per un compagno di squadra. Il gruppo è la cosa più importante"

Cutrone
"Durante la settimana valuto molto quello che si fa in allenamento. Il campo parla con i fatti. Cutrone parte insieme agli altri. E' uno che non molla mai. Abbiamo bisogno di passione e voglia di vincere"

Tanti messaggi

"Ho ricevuti tanti messaggi, sono stato molto felice. Ho sentito Terim, Sacchi, Capello, Cannavaro. Ieri in serata è uscita pure una mia foto con le sembianze di un personaggio di Gomorra e ho spento il telefono..."

Suso
"Dicono che può giocare solo largo a destra, ma mi incuriosisce vedere se possiamo modificare qualcosa. Mi incuriosisce anche l'atteggiamento di Kessié. L'anno scorso era devastante quando andava dentro e si inseriva. Ma non abbiamo tanto tempo e dovremo risucire a fare risultati subito"

Europa League e Coppa Italia
"In Europa League abbiamo passato il turno, la Coppa Italia dobbiamo ancora giocarla. E' vero che questa maglia pesa, non bisogna mai dimenticarlo. Io voglio vedere che tra vittoria e sconfitta c'è grande differenza: quando perdi ti deve bruciare, a Milanello è come se ci fosse un funerale"

Un traghettatore?
"Potevo pensarlo se mancavano 4-5 partite. Con 72 punti a disposizione non mi sento un traghettatore. Lo dicono le partite che mancano, non lo dico io. So di non piacere a tutti. Ho i miei pregi e i miei difetti. So che doti ho, so qual è la mia forza. So i miei concetti. Io mi definisco uno che tante volte deve imparare a contare, ma vivo molto le partite. Sento lo stesso formicolio di quando giocavo. Mi sento vivo"

I suoi predecessori: Seedorf, Inzaghi. Poca fortuna nel Milan
"Io spero di fare cose diverse, di non fare la loro fine".

Identità e formazione
"Io mi baso sulle risposte in allenamento. Qualche giocatore è fondamentale per questa squadra, ma durante la settimana bisogna allenarsi bene e puntare su chi dà garanzie"

Il primo allenamento
"Allenamento duro? Noi abbiamo dei parametri. Prima facciamo un lavoro aerobico in campo e domani faremo un lavoro muscolare ad alta intensità. Poi faremo il lavoro di preparazione alla partita, studiando quello che dobbiamo fare noi e gli avversari. Io ho parlato alla squadra e ho detto ai ragazzi di non scandalizzarsi dei mei modi bruschi. Non devono essere permalosi e non portare rancore. Basta dirsi le cose in faccia e poi scusarsi se serve"

Consigli da altri allenatori?
"Sì, mi han dato tutti lo stesso: picchia duro!"

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