Basket, Cinciarini: "Milano vuole il riscatto. Nazionale? Vedremo..."

Il capitano dell'Olimpia IN ESCLUSIVA a Sportmediaset.it: "Pianigiani un vincente. L'azzurro è sempre un onore ma devo fare delle valutazioni"

di GIULIA BASSI

Basket, Cinciarini: "Milano vuole il riscatto. Nazionale? Vedremo..."

Cinciarini rilancia le ambizioni dell'Olimpia: "Questa per Milano deve essere la stagione del riscatto, Pianigiani è un vincente e ci darà la giusta mentalità. Eurolega? Presto per parlare di obiettivi, vogliamo essere competitivi". Sul futuro in Nazionale: "L'azzurro è sempre un onore ma voglio vedere come si risolve la diatriba Fiba/Euroleague. Sto facendo delle riflessioni, bisogna anche ascoltare il proprio fisico" ha detto il capitano dell'EA7 in esclusiva a SportMediaset.it

Andrea Cinciarini sta per iniziare la sua terza stagione a Milano, la seconda da capitano. E mentre l'evento Adidas (che ha inaugurato a Milano il più grande store d'Italia) scorre sulle note del rapper Ghali, lui, seduto sui gradini di quella che è una vera tribuna all'interno del negozio, prende a parlare di ambizioni e speranze delle Scarpette Rosse: "La stagione è iniziata nel migliore dei modi con la vittoria in Supercoppa, ora ci aspettano due settimane importanti di lavoro prima che inizino le trasferte di Eurolega". 

Una stagione che Milano inizia dopo il fallimento della scorsa e con l'ennesima rivoluzione attuata in estate: "Quando l'Olimpia fa una stagione storta è normale che ci siano grandi cambiamenti. E i grandi cambiamenti hanno portato grandi campioni come Goudelock e Theodore oltre a un allenatore che conosco benissimo avendolo avuto 6 anni in Nazionale". 

L'allenatore, quel Simone Pianigiani il cui arrivo non era stato ben visto da molti tifosi milanesi: "E' un vincente, cura gli allenamenti, vuole sempre massima concentrazione. Chiede durezza fisica e mentale. Io con lui mi trovo molto bene ma sono avvantaggiato. La scelta di Pianiginai era la scelta più giusta da fare perché consoce bene l'Italia e ha allenato grandi squadre. Può portare il cambiamento che serviva e farci svoltare in Eurolega e vincere tutto in Italia. I tifosi più scettici credo siano rimasti colpiti già dall'atteggiamento e mentalità mostrate in Supercoppa. E' piaciuto vedere un gruppo coeso e lo spirito giusto. Simone è stato a Siena tanti anni e c'è grande rivalità ma lavora 24 ore su 24 per l'Olimpia e ha sposato il progetto. Vuole vincere e crescere con noi". 

La scelta di Pianigiani è stata fatta a scapito di Repesa: "Con Jasmin abbiamo vinto tanto e fatto il nostro percorso anche se l'Eurolega è stato un fallimento. Per due anni non siamo stati all'altezza delle aspettative. Serviva un cambio di mentalità, gioco e atteggiamento". 

L'Eurolega è stato il tallone d'Achille dell'EA7 nelle ultime due stagione e per quest'anno l'obiettivo sembra soprattutto quello di tenere la testa bassa e pedalare, senza tanti proclami (a differenza dello scroso anno dove in molti invocavano e chiedevano i playoff): "E' presto per parlare di obiettivi, vogliamo competere e giocarcela alla pari. Sappiamo di avere qualcosa in meno delle prime ma vogliamo lottare, conquistare i nostri tifosi in casa. La gente vuole vedere una squadra che lotta e con questo con Pianigiani si vedrà. Poi se gli altri sono più forti va bene ma dovremo avere la giusta mentalità".

In Italia si dice sempre che l'Olimpia non abbia rivali ma capitan Cinciarini mette in pole position i campioni in carica di Venezia: "Hanno lo scudetto cucito sul petto e lo hanno meritato sul campo. Partono davanti, non per sminuire noi che abbiamo fatto un gran mercato e abbiamo la squadra più lunga ma non dovremo sottovalutare nessuno. Reggio Emilia si è rinforzata bene e mi piace Bologna dove si è formato un bel nucleo di italiani con Aradori e Gentile e cui auguro una bella stagione. Poi ci sono Avellino e Sassari che fanno sempre squadre toste".

A proposito di Alessandro Gentile, il Cincia, che lo conosce bene, gli manda un messaggio: "E' un patrimonio del basket italiano. ha vissuto una stagione deludente ma può succedere, a me era successo a CAntù. Deve stare tranquillo e ritrovare serenità senza vivere come una sconfitta quello che è successo e che, anzi, lo ha fortificato. Bologna è una grande piazza e gli auguro di fare bene perché è giovane e può migliorare ancora". 

L'ultima riflessione è sulla Nazionale e le delusioni per quella che in molti hanno chiamato "generazione di fenomeni" ma che non è mai riuscita a mettersi una medaglia al collo: "Purtroppo si fanno dei bilanci. L'azzurro è un orgoglio che spinge sempre tutti noi a dare il meglio. Non siamo mai arrivati a medaglie perché ci è sempre mancato uno step, nelle gare importanti  ci mancava sempre qualcosa e dobbiamo accettarlo".

E alla fine, quella che sembra una domanda scontata, trova una risposta che scontata non lo è affatto perché anche Andrea non è così certo di continuare a giocare in azzurro: "E' sempre un grande orgoglio ma innanzitutto voglio capire come finisce la diatriba Fiba/Euroleague. E poi sto facendo delle valutazioni alla mia età: giocare 80 partite in un anno è bello e stimolante ma poi bisogna anche ascoltare il fisico". Poi lo sguardo si fa serio e la riflessione diventa intima e personale: "Io ho una famiglia, un figlio di due anni e mezzo che vuole crescere insieme a me e questa estate sono stato lontano due mesi. La Nazionale è sempre un onore ma bisogna capire cosa fare. Una volta risolta la diatriba Fiba/Eurolegaue mi farò un'idea". 

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