TENNIS

Sinner, il retroscena di Gilbert: "Cahill non sapeva della rinuncia a Cincinnati"

L'americano ex n.4 al mondo è un grande amico del coach di Jannik: "L'operazione al ginocchio è un'opzione"

15 Ott 2026 - 16:13
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Alla base della straordinaria ascesa di Jannik Sinner verso la vetta del tennis mondiale c’è senza dubbio la solida guida tecnica di Simone Vagnozzi affiancata dall’esperienza di Darren Cahill. Il "super coach" australiano, già artefice dei successi di numeri uno del calibro di Andre Agassi e Lleyton Hewitt, è stato la chiave di volta per far compiere all'azzurro il definitivo salto di qualità.Tuttavia, dopo la decisione drastica di chiudere anzitempo la stagione a seguito dell'infortunio al ginocchio destro subito nella finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev, la presenza di Cahill sulla panchina dell’azzurro anche nel 2027 appare quanto mai incerta.

Il retroscena

 A scuotere le fondamenta del rapporto tra l'altoatesino e il suo coach sono le recenti rivelazioni di Brad Gilbert. L'ex numero 4 del mondo e storico allenatore di Roddick e Agassi, legato da una profonda amicizia con Cahill, ha infatti svelato alcuni dettagli scottanti durante il podcast BigT in compagnia di Andrea Petkovic: "Ho parlato molto con Darren ultimamente - ha raccontato Gilbert - Mi ha raccontato che tutto è iniziato mentre era in viaggio verso l'aeroporto di Los Angeles per prendere un volo verso Cincinnati, dove avrebbe dovuto incontrarsi con Jannik. All'ultimo minuto però ha ricevuto una telefonata che lo informava della mancata partecipazione di Sinner al torneo. Da quel momento è rimasto in attesa di notizie. È una situazione estremamente frustrante."

La comunicazione in netto ritardo di una scelta così cruciale ha creato un clima di grande incertezza e sollevato ombre sul futuro del super coach di Jannik. Il contratto di Cahill (prolungato per un anno dopo la vittoria a Wimbledon nel 2025) scade alla fine della stagione corrente e, alla luce di queste rivelazioni, non c'è alcuna certezza che l'australiano sarà ancora nel box dell'azzurro al rientro nel 2027 o per il primo Slam dell'anno in Australia.

La gestione dell'infortunio

 Oltre alle dinamiche interne allo staff, l'attenzione degli appassionati si sposta sulle reali condizioni del ginocchio di Sinner. L'altoatesino ha scelto di affidarsi a esperti di primo piano, tra cui l'ortopedico Herbert Schoenhuber (storico punto di riferimento degli sciatori azzurri), consultando specialisti anche in Francia. Una gestione articolata dell'infortunio che non lascia però del tutto sereno Gilbert, che ha espresso forti dubbi sulla scelta della strategia conservativa: "Segue i consigli dei medici, si prende qualche giorno di riposo, poi torna e si allena. Qualche giorno sta bene, altri sente questo dolore al ginocchio. Spero che non ci siano troppi cuochi nella cucina di Sinner, ma sta diventando come se avesse tre dottori diversi".

L'ipotesi chirurgia

 “Riuscite a immaginare cosa succederebbe se arrivassimo a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti per prepararsi all’Australian Open, e il dolore persistesse? In quello scenario, l'intervento chirurgico (seppur in artroscopia e meno invasivo rispetto al passato) diventerebbe un'opzione” e prolungherebbe ulteriormente i tempi di recupero. "Di solito è l’ultima opzione - ha aggiunto Gilbert - ma ora non è più come 30 anni fa. Comunque è una cosa molto insolita, non ricordo un anno in cui i due migliori giocatori abbiano perso così tanto tempo per gli infortuni. Ti fa pensare a quanti Major consecutivi ha giocato Federer, cosa faceva per stare così in salute?".

I dubbi di Gilbert sembrano leciti, ma per Sinner l'obiettivo prioritario resta quello di rientrare nel 2027 al massimo delle condizioni fisiche e per farlo ha scelto la strada della terapia conservativa. Le risposte sul suo pieno recupero e sulla permanenza al suo fianco di Darren Cahill arriveranno però solo nei prossimi mesi.