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Australian Open, Djokovic chiede aiuto per i tennisti in isolamento: muro delle autorità

Inutili le richieste avanzate da Nole per i giocatori messi in quarantena: chi gestisce l'emergenza Covid non farà eccezioni

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A tre settimane dal via degli Australian Open, nuovo braccio di ferro tra tennisti e governo australiano in relazione agli oltre 70 giocatori messi in quarantena dalle autorità locali. Novak Djokovic si è fatto infatti portavoce di alcune richieste volte a tutelare i tennisti in isolamento a Melbourne dopo che alcune persone che avevano viaggiato sui loro voli sono state trovate positive al Covid-19. Richieste a cui il commissario per la gestione dell'emergenza Covid nello stato di Victoria, Emma Cassar, ha replicato lasciando poco spazio alle trattative. "Non metteremo a rischio la sicurezza della comunità", ha dichiarato dopo la lettera inviata da Nole al direttore del torneo Craig Tiley.

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"La gente è libera di fare domande, ma la risposta è no" ha ribadito Daniel Andrews, il premier dello stato di Victoria. "Le regole si applicano agli atleti come a tutti gli altri, non ci sono trattamenti speciali perché il virus non fa differenza", ha aggiunto Andrews che ha sottolineato come da dodici giorni consecutivi non si registrano nuovi casi di contagio nello stato al di fuori di quelli collegati ai charter arrivati a Melbourne per l'Australian Open.

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