"Di fronte alla crescente frequenza delle ondate di caldo estremo, il Cpa ('Ciclisti Professionisti Associati', il sindacato dei corridori, ndr) ribadisce che gli orari di partenza delle gare estive devono cambiare per proteggere la salute degli atleti. Servono discussioni con tutte le parti interessate quest'inverno per trovare una soluzione prima della stagione 2027". Così, in un comunicato, il sindacato dei ciclisti professionisti prende posizione sull'emergenza caldo, che ha costretto gli organizzatori del Tour de France ad accorciare di 30 chilometri la tappa odierna. "I corridori rimangono pienamente determinati a offrire il miglior spettacolo possibile, ma ciò deve andare di pari passo con un adeguamento alle realtà climatiche con cui il ciclismo si trova ormai a confrontarsi", insiste il sindacato, che giudica "comprensibile" e "responsabile" la decisione di accorciare la tappa, una prima volta assoluta nella storia della gara per questo motivo. "Vogliamo essere più coinvolti nelle discussioni che incidono direttamente sulla salute e sulla sicurezza del gruppo", hanno scritto, per poi riferire di essersi riuniti questa mattina con il presidente della giuria e gli organizzatori per ottenere "un ulteriore aumento del 2% dei tempi massimi" per i corridori rimasti indietro durante la tappa di oggi.