Fabio Di Giannantonio è stato uno dei piloti coinvolti nell'incidente provocato da Jorge Martin al via del GP d'Ungheria della MotoGP e l'unico ad aver tagliato il traguardo. Alla fine, però, ha criticato apertamente la manovra dello spagnolo dell'Aprilia. "Fortunatamente sto bene, qualche acciacco. Sono contento che pure oggi c'è andata bene. Quanta concentrazione ci vuole? I primi due giri avevo la nausea, magari dalla caduta mi sono mosso veloce, ne avevo tanta. Poi quando mi sono messo a posto ho iniziato a spingere per avvicinarmi, 1 punto o 2 portiamoli a casa. Ora che sono a caldo e ho visto al volo dei dati mi rode tantissimo perché al primo giro avevo 20 secondi dal primo e sono arrivato a 28, con 8 secondi dal primo ero terzo, quindi è un podio sfumato. La verità è che oggi il team ha fatto un cambiamento nella moto, io mi sono fidato di loro e li ho seguiti, hanno centrato pienamente. Succede, un po' brucia, peccato", ha detto.
Poi è entrato nel dettaglio: "Non sarebbe più sicuro senza abbassatore? La prima curva se parti dietro lo sai che se hai tante moto davanti se tu sei tutto all'interno puoi aspettarti il massimo del grip o che tu abbia spazio per fare errori, se sbagli ne hai presi 5. Oggi c'è andata proprio bene, non è tanto diverso dall'incidente tra Alex e Pedro a Barcellona. Non parlo solo di Jorge, parlo in generale, va bene essere aggressivi ma va bene rischiare così tanto? Si rischia tanto, non è tanto il device che per assurdo ti fa andare anche più dritto quando parti, ma proprio che arrivi alla prima curva e dovresti essere più preciso e calmo. Siamo piloti, i migliori al mondo, dovremmo dare quasi un esempio. Non mi piace puntare il dito perché può succedere a tutti, bisogna solo avere attenzione. Siamo tutti umani".