Mondiali 2026: riunione sicurezza in Messico, dubbio Iraq ai playoff
Prima le violenze dei cartelli dei narcotrafficanti in Messico, ora la guerra in medio Oriente dopo l'attacco all'Iran da parte di Israele e Stati Uniti moltiplicano le preoccupazioni intorno ai Mondiali di calcio 2026. A Città del Messico, il ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, ha presieduto una riunione con i rappresentanti della Fifa sulle misure di protezione in vista del torneo, rassicurando che sarà garantita l'incolumità dei cittadini e dei tifosi in arrivo del Paese. Ma proprio il viaggio verso il Messico sta intanto diventando un problema per la nazionale dell'Iraq, qualificata per i playoff intercontinentali che assegneranno altri due posti ai Mondiali e che affronterà la vincitrice di Bolivia-Suriname il 31 marzo a Monterrey. La capitale dello Stato di Nuevo Leon è una delle tre città che ospiteranno le partite dei Mondiali, insieme con la capitale e Guadalajara (Jalisco), e i loro rappresentanti, insieme con alti dirigenti del governo federale e le autorità dei rispettivi stati si sono riuniti in un incontro voluto dalla presidente del Paese, Claudia Sheinbaum. Il lavoro congiunto tra i tre livelli di governo ha lo scopo di garantire la sicurezza nelle aree interessate dal torneo, agendo sul fronte dell'indagine, della prevenzione e del dispiegamento operativo che saranno attuati durante l'evento. Nel frattempo, altre problematiche sta affrontando la Federcalcio di Baghdad. Tra cieli chiusi al traffico aereo, problemi per la concessione dei visti e altre difficoltà contingenti, riuscire a raggiungere il Messico per i playoff rischia di essere molto complicato per la nazionale irachena. Solo se arrivasse il pass diretto da parte della Fifa per l'esclusione dell'Iran - la nazionale irachena è la più probabile candidata a sostituirla, anche se la decisione spetta alla federazione internazionale - lo scenario potrebbe cambiare, concedendo più tempo per organizzare la trasferta Oltreoceano.