"Il portabandiera ai Giochi di Milano-Cortina? Rispetto la scelta del presidente del Coni, Buonfiglio, c'erano tanti atleti meritevoli, io ho già avuto la mia occasione nel 2022". Così Sofia Goggia nel corso di una intervista al Corriere della Sera, in vista delle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina. Alle Olimpiadi manca poco più di un mese, esattamente trentadue giorni.
"Ma non ci sto pensando troppo. Sono molto serena, anche perché ci sono tanti appuntamenti di Coppa del Mondo prima dei Giochi. Ho imparato a dominare la pressione, ci pensavo molto di più all'inizio della stagione. La mia vera gara è fuori dal cancelletto e dalla linea rossa del traguardo, in pista rendo se sono serena dentro, come persona, oltre ovviamente al duro lavoro fisico per essere al top come atleta", ha aggiunto.
Su dove trova la forza di cercare nuovi stimoli dopo tanti successi e anche tanti infortuni: "Il connubio vincente è il benessere mentale e fisico. In carriera mi è capitato di esserci con il corpo e non esserci di testa e così avere reso molto poco. Al contrario, mi è capitato di non essere in condizioni perfette, ma di avere ottenuto molto con la testa. La testa conta molto", ha detto Goggia che poi ricorda l'importanza dell'incontro avuto tempo fa con Roberto Baggio, anche lui capace di riprendersi dopo tanti infortuni.
"Lavorare sulla mente fa molto bene, fa stare bene con se stessi e fa stare bene in mezzo agli altri. Non sono giochi di parole. Quello con Baggio è stato un incontro importante, ero in un periodo molto buio della mia carriera. Gli chiesi di incontrarlo perché sapevo quanto fosse stato martoriato da tanti infortuni e avevo bisogno di comprendere le sue motivazioni interiori per riprendersi. Sono andata a casa sua, ci siamo parlati... Ero convinta che gli infortuni fossero il prodotto di conflitti interiori, dovevo parlare con chi potesse capirmi", ha concluso.