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Mondiali, Iran all’attacco: "Il rispetto vale più di un biscotto". Stanotte due partite a rischio

Dopo la partita con l’Egitto, la lezione d'onore nel Mondiale dei calcoli arriva da un messaggio nello spogliatoio dell'Iran

27 Giu 2026 - 14:24
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Il nuovo format del Mondiale a 48 squadre voluto dalla Fifa in questi giorni sta mostrando il suo lato più controverso. Con l'introduzione dei sedicesimi di finale e il ripescaggio delle otto migliori terze, la fase a gruppi non è più solo una corsa alla vittoria, ma si è trasformata in un cinico esercizio di matematica. Un sistema che, come sottolinea il Times, finisce per favorire le nazionali che scendono in campo per ultime, libere di fare calcoli a mente lucida guardando i risultati degli altri gironi. Spesso, con un forte e sgradevole odore di "biscotto" (già sentito in occasione di Australia-Paraguay 0-0).

La notte dei calcoli

 L'Inghilterra di Tuchel va a caccia del primato del girone contro Panama, l'Argentina di Messi (che partirà in panchina) già qualificata sfida la Giordania, ma i riflettori saranno puntati tutti sulle altre sfide dei gironi, dove il pareggio è un risultato fin troppo comodo per entrambe le sfidanti. Un punto a testa garantirebbe infatti a Croazia e Ghana il pass per la fase successiva, così come ad Algeria e Austria, che scenderanno in campo conoscendo già i destini degli altri gironi. 

E poi c'è il Congo, che affronta l'Uzbekistan di Cannavaro già eliminato. Una vittoria scriverebbe la storia, proiettando la nazionale africana per la prima volta alla fase a eliminazione diretta, ma unita ai due pareggi di cui sopra sancirebbe anche l'eliminazione dal torneo dell'Iran, i cui giocatori hanno voluto mandare un messaggio al mondo intero con una lettera. 

"L'onore sopra la vittoria"

 Chi non ha potuto fare calcoli è infatti proprio l'Iran. Colpito da visti negati e restrizioni geopolitiche che hanno costretto la squadra a una logorante formula "toccata e fuga" negli Stati Uniti solo per i giorni della partita, sul campo Taremi e compagni non sono stati inferiori a nessuno, ma dopo i pareggi con Nuova Zelanda e Belgio stanotte è arrivata la beffa atroce contro l'Egitto, con il gol qualificazione annullato nel recupero dal Var per un fuorigioco millimetrico.

In lacrime, ma a testa altissima, gli iraniani hanno affidato le loro residue speranze di ripescaggio a una lettera da brividi scritta sulla lavagna tattica dello spogliatoio del Lumen Field di Seattle, un messaggio con tanto di hashtag diretti a Croazia, Ghana, Algeria, Austria e Congo: "Veniamo dall'Iran... Una terra che, per migliaia di anni, ha valorizzato l'onore al di sopra della vittoria. Per noi il calcio è più di una gara per i risultati; è una prova di carattere. Potete guadagnare punti con qualsiasi mezzo, ma il rispetto non si conquista in quel modo. Potete avanzare da un girone, ma solo lo spirito sportivo vi permette di ergervi fieri di fronte al giudizio della storia. Il fair play non è solo una regola del calcio; è l'anima del gioco. Grazie Seattle per l'ospitalità. Iran, sempre fiero."