Mondiali 2026

Francia, si chiude l'era Deschamps dopo 14 anni: il bilancio chiaroscuro del ct dei Bleus

Alla guida dei Galletti dal 2012, il commissario tecnico è in procinto di separarsi dalla nazionale transalpina al termine di un percorso fatto di alcuni alti e tanti bassi

di Umberto Porreca
15 Lug 2026 - 10:08
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 © Getty Images

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Didier Deschamps e la Francia si diranno addio tra qualche giorno dopo ben 14 anni di permanenza del tecnico sulla panchina Bleus. Nel calcio, un'era geologica. Ma in questo periodo la Francia ha rispettato le aspettative? La risposta, al netto di un Mondiale vinto, è un laconico no. Sarebbe tuttavia poco corretto ridurre tutto al mero conteggio dei trofei, perché comunque l'impronta di Deschamps sulla storia dei galletti è chiara e rimarrà chiara, nel bene e nel male.

Mondiali 2026, la caduta della Francia sui quotidiani esteri

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© Rassegna Stampa  | Equipe: "Stelle cadenti"
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Il principio

 La Spagna ha regalato la Francia al ct francese, la Spagna gliela ha tolta: l'ultima partita del suo predecessore sulla panchina transalpina, Laurent Blanc, fu Spagna-Francia 2-0. Lo stesso identico risultato della semifinale dei Mondiali 2026. Una vera e propria chiusura del cerchio. Quando nel 2012 Deschamps prese la Francia, questa stava attraversando un periodo storico negativissimo: il gruppo storico campione del mondo 1998 nel Mondiale casalingo non c'era più, e di conseguenza il vuoto di leadership ed esperienza venne meno. Inoltre, in generale, gli unici calciatori di rilievo internazionale con status di top player in quel momento erano Franck Ribery e Karim Benzema. Benzema, per altro, per motivi extracampo non frequentò più i Bleus per moltissimo tempo. L'opera di Didier Deschamps, quindi, fu inizialmente di ricostruzione e valorizzazione dei talenti emergenti francesi. E in questo, nonostante l'eliminazione ai quarti di finale dei Mondiali 2014 per opera della Germania futura vincitrice, il ct fu encomiabile. 

La prima grande delusione

 Il primo esame "da trofeo" a cui la Francia di Deschamps fu sottoposta fu Euro 2016: contro un Portogallo tecnicamente mestissimo, guidato dalla sola stella di Cristiano Ronaldo in una Odissea di tempi supplementari, rigori, gol allo scadere, i transalpini caddero in finale al 116' a causa di una rete dell'improbabile Eder dopo una partita agonica. A peggiorare il tutto, il fatto che quel Portogallo giocò tutto il match senza CR7 uscito infortunato a causa di un intervento folle di Dimitri Payet dopo circa dieci minuti. Quella Francia schierava già in campo l'ossatura che sarebbe divenuta campione del mondo due anni dopo, a cui si sarebbe aggiunto...

L'avvento di Kylian Mbappé, Campioni del mondo

 Mbappé è una delle grandi fortune della carriera del ct, una stella piovuta dal cielo che ha anticipato tutta la seguente pioggia di fenomeni francesi degli ultimi anni. Nel 2018 la Francia di Deschamps tocca il cielo con un dito, è la Gioconda dell'ex allenatore della Juventus: il trionfo in finale contro la Croazia vale il secondo titolo Mondiale dei francesi, in una squadra che è un connubio totale ed epocale di tecnica, fisico e abnegazione. Il gioco non fu particolarmente spettacolare, ma che importa? Funzionava e funzionava benissimo: la cerniera di centrocampo Pogba Kanté Matuidi, il tuttocampista Griezmann, Olivier Giroud che da punta centrale titolare segna 0 gol e non tira mai in porta in tutto il Mondiale ma è il vero grimaldello tattico con cui i Bleus liberano negli spazi un giovanissimo Mbappé. E poi Varane, Lloris, Kimpembé. Sembra l'inizio di una sequela di trionfi senza fine. Non sarà così.

Euro 2020, delusione vol. 2

 Agli Europei 2020, giocati nel 2021 causa Covid, la Francia si presenta con tutti i sarti della nazione pronti a cucire il titolo sulla maglia blu. Addirittura, dopo molto tempo, Benzema torna in nazionale. Preludio per Karim alla stagione migliore della vita, il 2021-22 della seconda Champions Ancelottiana in Blanco. Niente da fare, ancora, e questa volta il botto fa malissimo perché a eliminare la selezione francese non è una big, ma la Svizzera. Il match termina 3-3, ai rigori gli elvetici hanno la meglio. Oltralpe, si iniziano a sollevare sopracciglia sui risultati della nazionale. Ormai la squadra è riconosciuta da tutti come una delle più forti rose al mondo, ma non vince trofei. La Nations League è un palliativo, l'interesse è vicino allo zero perché la testa è già a Qatar 2022. 

Qatar 2022, delusione vol. 3

 Qatar 2022 è storia relativamente recente: la Francia domina il torneo, è l'assoluta favorita mentre le rivali cadono una a una: nel percorso i Bleus eliminano Polonia, Inghilterra e Marocco. In finale, l'Argentina. Leo Messi. Dopo un percorso difficilissimo, partito talmente male da fargli rischiare l'eliminazione, l'Albiceleste va avanti 2-0 in un amen. Dramma Francia. Fino a quando non emerge Kylian, che ribalta tutto segnando due gol, poi anche il terzo che vale il 3-3 finale. Kolo Muani ha la palla della storia sul piede al 121', che si stampa sul gambone di Emiliano Martinez uscito alla disperata. Ai rigori, non serve altro che un nome: Gonzalo Montiel. 

Il bilancio non sorride a Deschamps

 14 anni fatti di ricostruzione e ripartenza, in cui i fenomeni in mano al ct si sono moltiplicati e aggiunti di anno in anno, aumentando e comparendo sempre più forti. Contro il muro Spagna, però, l'ammasso di talento e top player si è sgretolato ancora. E sul banco degli imputati, definitivamente e al momento dell'addio, non può che salire il ct. Mbappé è stato chiaro, pulito e non ha cercato scuse: "Abbiamo fatto errori indegni di una semifinale del Mondiale". Tutti, intendeva, non solo i calciatori. 14 anni, come dicevamo, sono tantissimi: Deschamps ha avuto la fortuna di avere a sostegno una federazione che anche nella tempesta delle delusioni, nei tornei andati male, nelle richieste continue della stampa di esonerarlo, lo ha sempre tenuto fermo al proprio posto sicura che sarebbe stata ripagata con l'El Dorado alla fine. Anzi, di nuovo, dopo il 2018. Non è successo e non restano che le lacrime dei giocatori francesi, che insieme formano sicuramente la nazionale più forte del mondo. La nazionale, non la squadra. Quel titolo se lo giocheranno in finale la Spagna e una tra Inghilterra e Argentina, perché per vincere il Mondiale serve essere la squadra più forte e forse la Francia non è realmente mai più stata squadra dopo il 2018. 

Il futuro della Francia

 Il nome designato per la successione di Deschamps è noto a tutti, è Zinedine Zidane. Zizou, che del creare una squadra da un gruppo di fenomeni ha fatto praticamente tutta la propria breve carriera di allenatore, prenderà le redini dei Bleus a breve. Da anni il Pallone d'oro 1998 rifiuta ostinatamente ogni offerta, o mette in fuga i club pretendenti con richieste di stipendio e budget mercato da Zio Paperone, perché desidera allenare solo la nazionale francese. L'avrà, e avrà il compito di diventare uno dei pochissimi ad aver vinto il Mondiale sia da allenatore che da giocatore. Gli altri sono? Mario Zagallo, Franz Beckenbauer e... Didier Deschamps.