MotoGP, Marquez svetta a Sepang

Lo spagnolo salta la seconda sessione per problemi intestinali. Iannone quarto, Rossi quinto

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Venerdì di prove libere della MotoGP condizionato dal meteo a Sepang. L'unico turno buono è stato il primo, visto che al pomeriggio la pioggia ha rovinato i piani delle squadre. Così, il più veloce della giornata è stato Marc Marquez (Honda) primo nella classifica combinata dei tempi in 2'01"201. Staccati di oltre due decimi Vinales (Suzuki) e Redding (Ducati). Quarto il rientrante Iannone, quinto Rossi con la migliore Yamaha. Solo 10° Lorenzo.

Detto che Marquez davanti non è mai una sorpresa, lo è stata di più la sua assenza nelle seconde prove. Poco male per lui, visto che uno scroscio arrivato prima dell'inizio ha di fatto reso inutile il turno. Nel primo, invece, Maverick Vinales si è posto come il primo degli inseguitori su una pista dove anche la Ducati sembra a suo agio come dimostrano le quattro Desmosedici, tra ufficiali e private, tra i primi otto. C'era grande curiosità per il rientro di Andrea Iannone dopo l'infortunio rimediato a Misano. L'abruzzese è stato molto veloce, anche se i dubbi riguardano la sua tenuta in gara. Quanto a Valentino Rossi, il pesarese ha chiuso a quattro decimi dalla vetta, ma ben davanti a Jorge Lorenzo, con il quale è in lotta per il secondo posto. A cavallo della "top 10" le due Aprilia, mentre il vincitore di Phillip Island, Cal Crutchlow, non è andato oltre la tredicesima piazza, due posizioni meglio di Andrea Dovizioso.

Poco significativa, invece, la seconda sessione, iniziata con pista bagnata e terminata con asfalto asciutto, ma solo negli ultimissimi minuti. Tanto che nessuno è riuscito a migliorare i propri tempi della mattina pur usando gomme prima intermedie e poi slick. In queste condizioni il più veloce è stato Jack Miller, che ha chiuso in 2'08"872 davanti a Crutchlow, Barbera, Smith, Baz, Redding, Dovizioso e Bradl. Rossi 13°, Lorenzo 16° e Vinales 17°. Assente Marquez, bloccato da problemi intestinali, che l'hanno costretto a non salire in sella. In tanti, comunque, hanno percorso pochi giri e Iannone nemmeno uno anche perché era inutile correre rischi per lui in queste condizioni.

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