GP DEL GIAPPONE

MotoGP, Marquez non è ancora sazio ma Dovizioso avvisa: "A Motegi saremo forti"

Il catalano della Honda, neo campione del mondo: "Stessa mentalità della Thailandia, vogliamo vincere. Ma occhio alla Ducati"

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La MotoGP si presenta a Motegi con Marc Marquez già campione del mondo, ma il pilota Honda non intende rilassarsi: "La mentalità sarà uguale alla Thailandia, vogliamo vincere le ultime quattro gare. Qui la Ducati sarà veloce". E Andrea Dovizioso risponde: "Mi aspetto di andare forte, la pista è adatta alle nostre caratteristiche. Vogliamo battere la Yamaha e concludere il campionato al secondo posto". Maverick Vinales: "Lotteremo per il podio".

Buriram è distante poco più di dieci giorni, che diventeranno due settimane il giorno del Gran Premio del Giappone, ma Marc Marquez sembra aver già dimenticato il trionfo thailandese, la gioia nel team Honda, la boccia numero 8 per salutare un nuovo mondiale vinto: "Sì, è stata una bella festa, e anche al ritorno a casa ho festeggiato di nuovo con amici e famiglia. Ma ovviamente non ho dimenticato di preparare questa gara - ammonisce in conferenza stampa l'otto volte iridato -. Vero che sono più rilassato, ma la mentalità è uguale a quella con cui siamo arrivati in Thailandia. Vogliamo vincere tutte le ultime quattro gare, per prepararci nel modo migliore al 2020. Gli avversari? Dovizioso l'anno scorso ci ha dato parecchio filo da torcere, tra di noi c'è stata una bella battaglia, poi alla fine lui è caduto. Qui però sarà molto veloce, questa pista lo esalta. Però anche Quartararo qui è temibile, e non dobbiamo dimenticare Vinales, Rins e tutti gli altri, che battaglieranno al massimo".

A raccogliere la sfida c'è Andrea Dovizioso, che conferma il buon rapporto con il tracciato di Motegi: "In Thailandia non siamo stati abbastanza veloci, in particolare negli ultimi due settori avevamo troppi problemi. Non è che fossimo semplicemente un po' più lenti, proprio non riuscivamo a tenere il passo con gli altri. La realtà è questa, dobbiamo continuare a lavorare e trovare il modo per tornare competitivi a centro curva. Qui mi aspetto che saremo forti, ci sono molti stop & go e in queste condizioni siamo molto competitivi. Questo si adatta anche al mio stile, che è divenuto tale con un approccio in frenata che ho adottato sin dai tempi della 250. Quando le staccate sono brusche vado forte, e in queste condizioni la nostra moto va bene. Ora cercheremo di concludere il campionato al secondo posto, anche se gli avversari sono cresciuti. Soprattutto la Yamaha".

E in casa Yamaha a rispondere è Maverick Vinales: "Onestamente le mie sensazioni dopo la Thailandia sono molto positive, adesso riesco a spingere nel finale ed era molto tempo che non succedeva. Sulla carta questa pista non è troppo adatta a noi, ma qui ho raccolto anche buoni risultati in passato. Penso potremo lottare per il podio". E su una Yamaha, quella del Team Petronas, ci riproverà anche una delle stelle emergenti della stagione come Fabio Quartararo: "Confermo che quest'anno mi è stato detto spesso che la Yamaha non fosse adatta in certe piste, ma a volte poi siamo andati a podio proprio lì. Per questo motivo non sto a guardare se sia una pista sulla carta fatta per noi o meno. Voglio invece concentrarmi sul mio lavoro, perché questo tracciato mi piace molto e darò del mio meglio. Io rookie dell'anno? Non ci penso".

In casa Suzuki parla invece Alex Rins, che punta a chiudere la stagione in uno dei primi tre posti della classifica generale: "Speriamo di concludere l'anno ial meglio, siamo in lotta con Dovi, Petrucci e Vinales. A Misano e Aragon abbiamo faticato, mentre in Thailandia abbiamo fatto una buona gara. Ora però siamo qui e siamo positivi, a Motegi mi diverto sempre". Infine l'eroe del pubblico di casa, quel Takaaki Nakagami che ammette di aver vissuto una settimana sulle montagne russe: "Da martedì pomeriggio è ufficiale il mio rinnovo con la Honda Lcr, il che è molto positivo per me. Sono grato per questa opportunità. Ora però sarò anche costretto a saltare le ultime tre gare, come conseguenza della caduta di Assen. Non mi va tanto di parlarne, anche con il team avevo tenuto il massimo riserbo. Dopo Aragon sentivo però che era il momento di affrontare la cosa, la spalla destra mi faceva molto male e gara dopo gara mi sono accorto che le mie prestazioni erano in calo. Questa decisione è stata difficile, ma a Buriram quasi faticavo a stare in moto, correre ormai era diventato impossibile. Qui in Giappone stringerò i denti, poi mi fermerò per il finale di stagione".
 

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