MOTOGP MALESIA

MotoGP, Dovizioso su Marquez ammette: "Non sappiamo come fermarlo"

Il campione del mondo: "Il record di punti non mi interessa". Il pilota Ducati: "Marc sembra imprendibile"

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La MotoGP torna in Malesia e Marc Marquez nonostante le cinque vittorie di fila non ha intenzione di fermarsi: "L'ho detto a Aragon che volevamo andare sempre a podio, l'obiettivo resta quello. Il record di punti non mi interessa". Qualche preoccupazione per Andrea Dovizioso: "Non dobbiamo pensare alla posizione, ma al distacco. Marc sembra imprendibile, difficile anche solo capire come raggiungerlo". Quartararo, caduto a Phillip Island: "Sto bene".

A Phillip Island si è corso da meno di una settimana, ma le polemiche dell'Australia sembrano già dimenticate. La MotoGP si è ora spostata a Sepang e la conferenza stampa si conclude in un clima distesissimo, con i piloti impegnatissimi a ridere insieme per riconoscersi in un disegno in cui sono immortalati da mostri di Halloween. Il più sereno è inevitabilmente il campione del mondo Marc Marquez, che però non intende perdere la concentrazione: "Stiamo vivendo un ottimo momento, le sensazioni sulla moto sono sempre splendide e tutto quello che proviamo di nuovo funziona. L'obiettivo di queste gare l'ho esposto a Aragon e rimane quello, andare a podio in tutte le gare. Se guardiamo sulla carta, con la moto di quest'anno dovremmo andare meglio rispetto all'anno scorso, visto che il motore ci dà più spinta sui rettilinei. Detto questo, nel 2018 a podio sono andate Honda, Suzuki e Yamaha anche se la più forte sul dritto era la Ducati, quindi aspettiamo a parlare. Il meteo e le condizioni del tracciato che cambiano dal mattino al pomeriggio rendono questo un weekend difficile da interpretare. Il record dei punti? Sì, è vero che potrei essere il pilota con più punti mai ottenuti in 18 gare, ma quello è un primato che sarebbe ricordato solo quando qualcun altro lo batterà, quindi non mi interessa. L'obiettivo resta sempre quello, finire ogni gara sul podio e per questa domenica vincere. Stanchezza? Un po' si sente, ma a Motegi stavo peggio. Quando poi vinci le energie ti tornano, con l'esperienza si impara anche a risparmiare qualcosa per i successivi appuntamenti".

Un Marquez insomma molto sicuro di sé, e Andrea Dovizioso ammette di essere preoccupato. Anche sulla base di quanto avvenuto in Australia: "Dobbiamo pensare non alla posizione ma al distacco, dato che fino all'ultima curva ho lottato per il podio. Il distacco però è stato decisamente maggiore rispetto all'anno scorso, negli ultimi 10 minuti abbiamo finito le gomme e questa è la conseguenza dello stile di guida che devi adottare. Credo che siamo passati attraverso tanti alti e tanti bassi nel corso della stagione. Abbiamo sofferto in tante occasioni rispetto agli ultimi due enni, ma stiamo concludendo secondi e di questo siamo soddisfatti. Siamo lontani da Marquez, il distacco è davvero enorme, ma lo sono tutti e tutti possono lamentarsene. Difficile pensare a un modo di fermare Marc, che in questa stagione è andato perfino meglio che in passato. Questa è la realtà e questo è lo stato delle cose. In più adesso siamo in Malesia, che non è la gara che si presta alle condizioni migliori per noi, che soffriamo l'umidità. Specie a inizio gara fatichiamo di più rispetto all'anno scorso e questo ci mette in difficoltà, perché non riusciamo a elaborare una strategia vincente. Il divario con Marquez è impressionante e quasi eccessivo, detto questo lavoriamo tutti indipendentemente dai risultati e continueremo a farlo, ma è davvero difficile capire cosa fare. La possibilità di tornare a lottare indubbiamente c'è, ogni anno fa storia a se. In questo momento però siamo tutti preoccupati".

Chi vuole mettersi davvero alle spalle Phillip Island è invece Fabio Quartararo, caduto nel contatto con Danilo Petrucci alla prima curva: "Sto meglio. Sono ancora un po' dolorante, però quando sei sulla moto poi pensi ad altro che non alla caviglia. Questo sarà un weekend importante, con grandi aspettative per la squadra. D'altra parte è la nostra gara di casa, quindi faremo del nostro meglio per rendere fieri tutti. La caviglia? Ho riposato un po' e ho fatto qualche esercizio di riabilitazione, ma non è un grosso problema. Sì, fa un po' male e faccio fatica a correre, ma non ho fatto allenamenti specifici. Quando si cade e si cade male l'idea è tornare il prima possibile a girare, per non perdere le belle sensazioni che la moto ti dà. In Australia non ci aspettavamo di finire in prima fila in Q2, la qualifica è andata bene e poi c'è stata la caduta in gara. Dobbiamo però concentrarci sulle cose buone dell'Australia, dove siamo stati veloci".

Non ha ancora del superato il podio in patria Jack Miller: "Al mio arrivo qui ero abbastanza preoccupato, perché dopo tutti i festeggiamenti ero completamente afono. Anche ora non sono al 100%, ma sono in piedi e questa è già una cosa buona. Il podio di Phillip Island è stato impressionante, non ho mai visto una cosa del genere in vita mia. Quella è stata una giornata strepitosa, speriamo di ripetere quell'esperienza qui in Malesia dove nei test abbiamo dimostrato di avere un ritmo buono. Certo, sono situazioni impossibili da paragonare, ma non vedo l'ora di tornare in pista, verificare i settaggi e vedere come andiamo. Come sempre la più grande sfida qui è il caldo, ma anche la gestione delle gomme. Speriamo non piova di pomeriggio, dobbiamo pensare bene alla strategia nel corso delle libere".

Infine parola a Cal Crutchlow, reduce da un secondo posto: "Speriamo di chiudere in buona forma queste ultime gare dopo i buoni risultati recenti. Sicuramente mi piace questo circuito, anche se non sempre la moto ha risposto al meglio qui, ma cercheremo di migliorare. Abbiamo lavorato moltissimo in queste settimane, e un buon risultato ci serve. A Sepang dobbiamo adeguare il nostro modo di guidare alle condizioni meteo e a come reagisce la moto. Questo non è un circuito semplice, con frenate lunghe, curve veloci e tanti cambi di direzione, per non parlare del caldo. Sarà una gara difficile per tutti".

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