VALENCIA AI VOTI

Bagnaia, chi si accontenta gode. Addio ad effetto per Rins e la Suzuki, flop finale Aprilia

L'ultimo giorno di scuola del 2022 in Spagna incornicia una stagione rossa e storica

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FRANCESCO BAGNAIA: VOTO 9 Nove come il piazzamento finale, sufficiente a mettere al sicuro il titolo in capo ad un gran premio che lo ha però visto protagonista solo nel serratissimo (ma breve) duello iniziale proprio con il diretto rivale. Per il resto una domenica (anzi un intero fine settimana) inevitabilmente sulla difensiva per il neocampione, come l'enorme vantaggio in classifica suggeriva e prima ancora imponeva. Il voto si estende logicamente ad una stagione straordinaria, anzi storica. Non occorre aggiungere altro! Anzi sì: occorre accomunare a Pecco la qualità umana e tecnologica che trabocca dal box rosso.

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FABIO QUARTARARO: VOTO 7,5

Ci ha provato fino all'ultimo giro, da campione quale lui è.  La moto purtroppo gli abbassa la media ed in fin dei conti (nel senso letterale del termine) lo costringe alla resa. La missione era oggettivamente proibitiva. Da grande combattente, non si è tirato indietro, soprattutto nelle insidiose battute iniziali, poi ha forse provato ad attirare Bagnaia nella sua trappola, "invitandolo" ad alzare il ritmo. Pecco non ha abboccato e lui - il Diablo - si è trovato da lì in avanti tutto solo nella terra di nessuno tra la zona-podio e la zona... Pecco. Frustrazione a mille e pensieri di rivincita sportiva già puntati sul prossimo anno.

ALEX RINS: VOTO 10 

"Pa(g)ella valenciana" gustosissima ma dal retrogusto amaro per l'azzurro elettrico Suzuki. Dopo Phillip Island, ecco Valencia. Due vittorie negli ultimi tre GP con Rins: una media da titolo ma... troppo tardi! Alex scatta con la fionda al semaforo, prende la testa ed accumula il margine necessario per tenere dietro Martin, Miller e soprattutto l'arrembante Binder che prova senza successo ad arpionarlo nei giri finali. VOTO 6,5 al suo compagno di squadra JOAN MIR che chiude sesto (mica male) ma conferma il trend di un'intera stagione, tutta dietro ad Alex.  

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 BRAD BINDER: VOTO 7,5

Distende sull'asfalto valenciano una performance tutta sostanza, come spesso riesce a questo sudafricano che appunto alterna giornate di ottima vena ad altre ampiamente fuori contesto. In ogni caso un animale da gara, che non disdegna qualche exploit da qualifica ma è alla domenica (quando si assegnano i punti) che tira fuori le un unghie Un voto alto (SETTE) lo merita anche il compagno di team MIGUEL OLIVEIRA che raggiunge il margine basso della top five di Valencia si piazza quinto e difende con successo il suo decimo posto nella classifica finale, che vede Binder addirittura sesto!

MARC MARQUEZ: VOTO 4

Rovina a terra dopo pochi giri sprecando un'occasione - tutt'altro che trascurabile - di mettere piede sul podio alto dell'ultima gara stagionale: quello dal quale - si sa - non si scende più fino alla prima tappa del Mondiale successivo! Già che ci siamo (ed in linea con la grave insufficienza "cannibalesca"), VOTO 4 anche a suo fratello ALEX MARQUEZ ed al suo compagno di squadra POL ESPARGARO, entrambi a terra ad imitazione del campione di Cervera.

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ALEIX ESPARGARO: VOTO 5

Tre giorni di sole pieno a Valencia ma la nuvola di Fantozzi ad inseguire ostinatamente il catalano lungo le curve, le controcurve ed i rari rettilinei del Ricardo Tormo. Finale amaro per Aleix e voto equiparatoal suo per MAVERICK VINALES e per l'intera APRILIA RACING. Attenzione, stiamo parlando solo del gp della Comunità Valenciana. Perché la stagione dei due spagnoli ed a maggior ragione quella della Casa veneta è ampiamente positiva, altroché!

ENEA BASTIANINI: VOTO 6

La sua rimonta termina in corrispondenza dell'ottava casella della classifica del GP, proprio davanti al suo nuovo compagno di squadra Bagnaia. Missione compiuta! Ma no, non quella di precedere di Pecco, quella invece di sopravanzare Espargarò il grande (nel senso del fratello maggiore tra i due catlani) e di buttarlo giù dal terzo gradino del podio finale piloti. Traguardo raggiunto davanti alla bandiera a scacchi di un GP nel quale Enea i fuochi d'artificio li ha lasciati ben nascosti in qualche angolo buio del box Gresini che peraltro si chiude alle spalle a fine gara. 

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JORGE MARTIN: VOTO 7

Ducati gli ha preferito Bastianini per il team-casa e lui non perde occasione per mettere i puntini sulle i: a Valencia sigla la pole position e porta a casa il quarto podio stagionale. Si ferma però sempre un sorpasso o due prima della gloria, quella vera. Come d'altra parte il suo compagno di squadra JOHANN ZARCO (VOTO: 4) che oltretutto a Valencia non entra mai in orbita, quasi quanto l’altro "satellite" ducatista MARCO BEZZECCHI (VOTO: 4) che in Spagna ha vissuto una vigilia tormentata ed una giornata-clou che di "culminante" non ha avuto proprio nulla!

JACK MILLER: VOTO 5

L'occasione di chiudere con una nota alta la sua avventura ducatista era piuttosto concreta. Stava facendo il suo per contribuire al titolo iridato del compagno di squadra Bagnaia (semplicemente stando davanti a Quartararo) ed a livello personale il podio era un bel modo di smettere il rosso per poi passare all'arancione KTM. Invece no, un volo nella ghiaia in vista del finale che replica altri episodi altrettanto rovinosi disseminati lungo la stagione: tanto in prova quanto in gara.

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AUGUSTO FERNANDEZ e IZAN GUEVARA: VOTO 10

Made in Maiorca, nella scia di Lorenzo. Izan si era laureato campione del mondo della Moto3 a Phillip Island (con due gare d'anticipo), Augusto lo ha imitato nella resa dei conti valenciana della Moto 2 con AI OGURA (VOTO 7,5 alla stagione del giapponese). Sul maxikartodromo alla periferia di Cheste Guevara ha siglato la settima affermazione stagionale, mentre Fernandez (una volta "suidicatosi" Ogura) si è sbloccato dopo le pericolose titubanze dei primi giri, per poi accontentarsi di chiudere la doppietta KTM Ajo aperta dal gemello diverso Sergio Garcia. Non faranno a gomitate in Moto 2 nel 2023, Izan e Augusto: entrambi salgono di un gradino, rispettivamente in Moto2 e MotoGP. Complimenti per il traguardo già raggiunto e in bocca al lupo per quelli che (lo auguriamo ai due talentuosi maiorchini) si stagliano all'orizzonte.

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