Tutti i segreti di Everton, il prescelto di Leonardo per l'attacco del Milan

Ala sinistra e maestro nel dribbling, viene dal Nordest del Brasile e ha già vinto praticamente tutto

  • A
  • A
  • A

Se gli avessero detto che avrebbe festeggiato il ventitreesimo compleanno in ritiro con la Nazionale brasiliana a Oporto, non ci avrebbe creduto. Invece a Everton, obiettivo tutt'altro che segreto del Milan, è successo proprio questo. Nato il 22 marzo del 1996 a Maracanaù, nello stato del Cearà, vicino alla capitale Fortaleza, l'attaccante del Gremio si è ritrovato nel giro di pochissimo tempo proiettato ai vertici del calcio nazionale e non solo. Leonardo – inteso come capo dell'area tecnica milanista – stravede per questo ragazzo che dribbla come si dribblava una volta, che fa impazzire qualunque difensore partendo dalla fascia sinistra, che all'occorrenza sa anche finalizzare come dimostrano i 10 gol segnati nella passata edizione del campionato nazionale brasiliano. Il Gremio fa sapere di valutarlo 40 milioni (il 10% andrà versato al Fortaleza che lo ha cresciuto) ma anche Paquetà ne valeva 50 eppure il Milan è riuscito a strapparlo al Flamengo per 35.

È legatissimo alla sua terra, al Nordest del Brasile. È tifosissimo del Fortaleza, che alla fine 2018 ha conquistato il diritto a tornare in serie A dopo un lungo limbo tra serie B e serie C. Proprio nelle giovanili del Fortaleza si è formato, per poi essere scoperto dal Gremio proprio in una partita contro i “tricolores”. Nel 2013 il trasferimento al Gremio e molta nostalgia. “Porto Alegre è molto diversa da Fortaleza. Ci sono dei periodi in cui fa parecchio freddo. A Fortaleza io vivevo in bermuda e ciabatte infradito, andavo vestito così anche agli allenamenti, a Porto Alegre tutto questo non è possibile. Ma io sono sicuro che un giorno tornerò a giocare nel Fortaleza da professionista”. Del sud del Brasile gli piacciono la cucina e soprattutto il mate, quell'infuso di erbe simile al tè che gli abitanti di Porto Alegre hanno mutuato dagli argentini e dagli uruguayani vicini di casa. A Fortaleza torna appena può e lo scorso 28 dicembre ha festeggiato il suo sontuoso matrimonio al resort Grand Royal Beach Club, praticamente sulla spiaggia. La neomoglie Isa Ranieri gli ha dato nello scorso luglio una figlia che si chiama Sophia

Lo chiamano “Cebolinha”, che letteralmente significa “cipollina”, ma in questo caso è un soprannome ispirato a un personaggio dei fumetti popolarissimo in Brasile al quale in effetti Everton somiglia non poco. Per la verità all'inizio lo chiamavano “Cebola”, “Cipolla”, ma poi al Gremio è arrivato l'uruguayano Cristian Rodriguez che ha sua volta viene chiamato “Cebola” e allora Everton è diventato “Cebolinha”. Al suo attivo ha già un discreto numero di trofei: la Copa Libertadores del 2017, la Copa do Brasil del 2016, il campionato “Gaucho” (vale a dire il torneo statale di Rio Grande do Sul) del 2018, la Recopa Sul-Americana del 2018, la Recopa Gaucha del 2019 e nelle categorie giovanili il campionato “Gaucho” Under 20 del 2014, quando si era appena trasferito dal Fortaleza. Ha vinto la “Bola de Prata”, pallone d'argento, come miglior giocatore del campionato brasiliano del 2018 nel suo ruolo. È stato anche eletto miglior giocatore del campionato “Gaucho” nel 2018. Il commissario tecnico Tite lo aveva già convocato per le due amichevoli contro gli Stati Uniti (7 settembre) ed El Salvador (11 settembre), ma questo ultimo inserimento significa che Tite ci crede davvero. Anche il Milan ci crede e Leonardo ha già messo in funzione tutte le armi possibili per provare ad averlo.

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 comments