MANOVRE ROSSONERE

Da Milenkovic a Chiesa: asse caldo tra Milan e Fiorentina

I due club, complice anche la "commissione" Rebic, si parlano da giorni. I lavori sono in corso, ma gli affari restano molto delicati

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Adesso è tutto un gioco di incastri: Krunic, inseguito dal Friburgo che sarebbe pronto a investire 8 milioni circa, può finanziare l'acquisto di Bakayoko, Duarte e Musacchio possono aprire le porte all'acquisto di un centrale difensivo (difficile Milenkovic, che costa molto, più facile Pezzella) e Paquetà, infine, potrebbe permettere al Milan un ultimo grande colpo in attacco. I tasselli da riempire sono quelli, cui si potrebbe forse aggiungere, proprio negli ultimi giorni di mercato, un vice-Ibra. E la strada, per quanto preparata da giorni, non è certo in discesa. Ma Maldini e Massara, però, si muovono e continuano a farlo sotto traccia, con attenzione e discrezione. E quell'alone di mistero che, in un momento come questo, non guasta affatto. 

Partiamo proprio da ques'ultimo punto. Come noto i rossoneri hanno chiuso con l'Eintracht il doppio colpo André Silva-Rebic e, come noto, le cifre dell'affare sono state tenute nascoste. Il motivo è semplice: di mezzo c'è la Fiorentina, che incasserà il 50% dalla vendita al Milan del croato e che, con il Milan, ha più di un discorso di mercato aperto. La situazione è nota: Pioli vuole Milenkovic, intanto perché è un difensore di sicuro talento e, dettaglio non trascurabile, perché sa giocare sia da centrale che da esterno destro e andrebbe quindi a coprire i due buchi più evidenti della retroguardia rossonera. Ma Milenkovic costa: Commisso non chiude alla cessione, ma chiede 40 milioni. Troppi, a meno che il pacchetto non sia alleggerito dall'affare Rebic. Per intenderci: la Fiorentina può guadagnare di meno da Milenkovic ma recuperare qualcosa da Rebic oppure può rimanere ferma sulle sue posizioni e rischiare, come si è ipotizzato in questi giorni, che il Milan paghi una cifra prossima allo zero all'Eintracht per l'attaccante croato. E dato che da Firenze non trapela quel nervosismo che sarebbe giustificato, è evidente che i due club si stiano parlando alla ricerca di una soluzione che possa essere ottimale per tutti.

Nella questione in realtà entrano anche altri due giocatori: Pezzella, che i viola vorrebbero sacrificare al posto di Milenkovic (costo 20 milioni), e Federico Chiesa, per il quale Commisso è convinto di poter incassare tra i 40 e i 50 milioni. Poco, rispetto a quanto preteso dai viola fino a poco tempo fa, ma comunque una cifra di tutto rispetto in piena epoca Covid e con le pretendenti al figlio d'arte che si sono sfilate una dopo l'altra (Inter e Juve per capirci). Chiesa resta un profilo che il Milan considera ovviamente interessante e che piace moltissimo a Pioli, ma il suo acquisto, e torniamo all'inizio, può essere immaginato solo in caso di cessione, anche piuttosto onerosa, di Paquetà. Tutti incastri affatto banali che hanno sempre spinto, fin qui, la società di via Aldo Rossi a smentire qualunque trattativa. 

Intanto oggi come ieri l'affare più prossimo alla fumata bianca è quello con il Chelsea per Bakayoko. Krunic sembra ormai vicino al Friburgo e i londinesi, che non hanno inserito l'ex Milan e Monaco nemmeno nella lista dei giocatori per la stagione appena cominciata, prima o dopo dovranno trovare un modo per accordarsi con Maldini e Massara. Il nodo è come sempre la cifra dell'eventuale riscatto che il Milan non vorrebbe più alta di una ventina di milioni. C'è distanza, ma anche la volontà-necessità di arrivare a un punto di incontro. Il resto lo faranno gli ultimi giorni di mercato, la fase 3 in cui, aveva detto Maldini qualche giorno fa, i rossoneri staranno attenti alle eventuali occasioni. Jovic su tutte, ma questo è davvero un altro discorso.  

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