Dietro al divorzio del difensore ruggini ed episodi: ma per lo spogliatoio bianconero potrebbe essere un bene
Bonucci è un traditore. Lo dicono gli stessi tifosi e gli "house organ" bianconeri che solo un anno fa stigmatizzavano la reazione della piazza napoletana dopo il trasferimento di Higuain. Traditore è ovviamente il vocabolo più delicato e urbano pubblicato sul WEB. Il resto è meglio dimenticarlo, perché appartiene a un mondo becero incapace di comprendere dinamiche sportive e umane.
Dopo la notte da incubo di Cardiff, fu lo stesso Allegri a raccontare che era vicino all'addio. Poi è arrivato il rinnovo. Un autografo, quello dell’allenatore, che è ha avviato contemporaneamente il via all'iter di divorzio di Bonucci. Se il quotidiano di “casa” ha raccontato in esclusiva episodi che in altra epoca sarebbero rimasti confinati, assieme al sudore, negli spogliatoi, il tutto offre il senso di un regolamento di conti. Insomma o io o lui.
Non è la prima volta che accade e non sarà nemmeno l'ultima. Si racconta di allenatori presi a scarpate da giocatori, di giocatori presi a scarpate da allenatori. L'importante è moderare i toni, cercare di comprendere le dinamiche nei rapporti e il fatto che caratteri forti non possano più essere compatibili. Materiale con elevato potere detonante che potrebbe avere conseguenze sul rendimento della squadra. In questo senso la partenza di Bonucci potrebbe essere valutata come un bene per l'equilibrio della Juventus senza limitarsi esclusivamente al valore aggiunto che Leonardo avrà per il Milan.