FORMULA 1

Verstappen  Vs. Hamilton: la sfida infinita e le incognite della "Corniche" di Jeddah

Il pilota olandese può chudere in anticipo la partita iridata sul tracciato cottadino che per la prima volta ospita una tappa del Mondiale.

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Otto punti separano Max Verstappen da Lewis Hamilton alla viglia del Gran Premio dell'Arabia Saudita. Un margine che da un lato non lascia tranquillo il pilota olandese e dall'altro obbliga il sette volte iridato ad attaccare (con tutti i rischi del caso), anche nel penultimo appuntamento iridato sul velocissimo circuito cittadino (si fa per dire) di Jeddah, mai affrontato prima dalle monoposto della massima formula: ulteriore variabile di un duello che solo Max può chiudere con una "giornata" d'anticipo

Max può (anzi, deve) giocare d'anticipo, guadagnare nella seconda città saudita i diciassette punti necessari per mettere fuori gioco Lewis e così evitare la trappola di una resa dei conti senza appello ad Abu Dhabi. Proprio trascinare l'avversario alla sfida finale di Abu Dhabi è invece la "mission" del Re Nero: annullare il divario attuale di otto punti per continuare la rincorsa al suo ottavo titolo: quello che gli permetterebbe di staccare anche Michael Schumacher e di diventare - in solitara - il campione più titolato di sempre. Solo Verstappen insomma tra Hamilton e la leggenda. Di seguito intanto riepiloghiamo le possibili combinazioni di risultato... favorevoli al pilota della Red Bull, partendo dall'attuale classifica che lo vede al comando con 351,5 punti contro i 343,5 del rivale.

Verstappen (attualmente nove vittorie stagionali contro le sei di Hamilton) è campione del mondo domenica 5 dicembre in Arabia Saudita se:

- vince il GP mettendo a segno anche il giro più veloce ed Hamilton non fa meglio del sesto posto;

-vince il GP e Lewis non va oltre la settima posizione;

-si piazza secondo con il giro più veloce ed il rivale non fa meglio del decimo posto;

-si piazza secondo ed Hamilton non entra in zona punti. 

Caso piuttosto raro nella storia del Mondiale, la corsa al titolo "rischia" di vivere il suo capitolo finale su di un tracciato al debutto nel calendario iridato. Ciò che rappresenta una variabile ed una sfida in più per entrambi i contendenti e che - fino a qui - lo è stata (una sfida) per i progettisti dell'ennesimo (con termine poco complimentoso) "tilkodromo". Ce ne parla Carsten Tilke, figlio appunto di quell'Hermann alla cui "penna" si deve il layout di parecchi dei tracciati che popolano il Mondiale.

"Lo spazio per realizzare la pista era molto ristretto, tra gli edifici cittadini e la costa del Mar Rosso. Spazi ristretti ed una laguna costiera intorno alla quale si sviluppa una parte del tracciato. Siamo stati condizionati da questi fattori: questo ci ha da una parte limitato e dall'altra motivato ad essere creativi. Buona parte del tracciato si snoda su strade costruite da zero. Molto interessante anche la disposizione delle tre zone DRS (una immediatamente dopo l'altra nella seconda parte del circuito, quella di ritorno dopo il tornante della Curva 13, ndr). Non si tratta di sezioni di rettilineo ma di sequenze di curve che richiederanno grande concentrazione, perché le opportunità di sorpasso non avverranno in pieno rettilineo come avviene normalmente ma lungo curve veloci delimitate dai muretti a bordo pista. Inoltre, sarà molto interessante il tratto iniziale, quello dalla curva 4 alla 10, una combinazione di "esse" molto veloci. Non paragonerei la "Corniche" ad altri circuiti cittadini. Certo, ognuno può trovarci qualche somiglianza con singoli ratti di altri tracciati di questo tipo. La verità è che all'interno del perimetro del circuito non ci sono edifici come a Baku, Montecarlo oppure Singapore. Questo ci ha permesso di realizzare combinazioni di curve molto più interessanti rispetto a quelle da novanta gradi che sono la norma in un circuito cittadino... convenzionale". 

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