IL CALENDARIO

Sochi-bis, Mugello, Hockenheim, Indianapolis ... Allo  studio la seconda parte del Mondiale

Liberty Media al lavoro per completare il calendario del Mondiale dopo il GP d'Italia di inizio settembre

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Il conto alla rovescia verso la partenza del Mondiale di Formula Uno dice un mese al Gran Premio d'Austria che segna appunto  il debutto stagionale ma, se la fase europea del calendario è cosa fatta (almeno sulla carta ...), è ancora un cantiere aperto quella successiva, necessaria perchè il Mondiale lo sia ... di fatto e non solo di nome. Ancora tutte da stabilire fattibilità e dislocazione dei Gran Premi iridati nelle Americhe ed in Asia.

Otto Gran Premi in Europa (da Spielberg a Monza) già ufficializzati ma, all'indomani del Gran Premio d'Italia, che tradizionalmente chiude la stagione estiva, la seconda parte del calendario è ancora allo studio. E non potrebbe essere altrimenti visto che, più ci si spinge in là nel tempo, più si devono fare i conti con lo sviuppo (ancora molto incerto) della pandemia. L'intenzione di Liberty Media è quella di mettere comunque in piedi un Mondiale da 15-18 gare. Un'impresa non da poco, considerando che (anche se allineate in un calendario ufficiale), nemmeno le otto tappe europee di luglio, agosto e settembre posso essere considerate "certe".

Scarse le possibilità di correre quest'anno a Singapore, Baku (Azerbaijan) e Hanoi (Vietnam), trattandosi di eventi su circuiti cittadini che presuppongono tempi lunghi di allestimento e smontaggio delle strutture necessarie per trasformare vie e viali di grandi città in un circuito automobilistico che, oltretutto, per sua natura, poco si presta all'adozione delle indispensabili misure di isolamento del personale. Senza contare che si tratterebbe quasi certamente di eventi chiusi al pubblico e quindi economicamente ben poco sostenibili da parte degli organizzatori locali, Soprattutto per quanto riguarda la "debuttante" Hanoi che, in più,dovrà ospitare un nuovo GP già nella primavera del prossimo anno.

Aumentano quindi le chances che la stagione europea possa arricchirsi: continua a far discutere l'idea di un secondo GP in Italia (Imola oppure il Mugello)  ma soprattutto l'ipotesi Hockenheim, impianto che nelle scorse settimane era stato preso in considerazione per prendere il posto di Silverstone. Ed è quindi, di fatto, il primo in ... lista d'attesa, Nelle ultime ora ha preso quota la candidatura di Sochi al raddoppio. Perchè, se è vero che la Russia e uno dei Paesi del pianeta più duramente colpiti dalla pandemia, lo è anche che  la stessa ha risparmiato intere regioni di una nazione sterminata: come appunto quella di Sochi, sul Mar Nero. Il circuito realizzato intorno ad alcuni degli impianti che ospitarono le Olimpiadi Invernali del 2014, le strutture ricettive della zona e la vicinanza dell'aeroporto inoltre sembrano facilitare la realizzazione di quella sorta di "biosfera" necessaria ad isolare il personale viaggiante della Formula Uno. Sochi ha ospitato sei edizioni del GP russo dal 2014 al 2019. Tutte vinte dalla Mercedes, con quattro successi per Lewis Hamilton ed uno a testa di Nico Rosberg e Valtteri Bottas.

L'aggiunta di alcuni GP europei potrebbe supplire alla difficoltà di inserire in calendario le gare americane ed asiatiche: comunque necessarie, a livello regolamentare, alla validità del Mondiale. Il Giappone ha già cancellato la propria tappa del Motomondiale. Probabile quindi che  Suzuka segua il destino di Motegi, anche pensando alle pesanti limitazioni imposte dal Paese asiatico al traffico aereo dall'Europa ed a quelle che interessano già ora i Giochi Olimpici, riprogrammati a Tokyo nell'estate del 2021. Destino incerto anche per il GP della Cina a Shanghai, inizialmente in calendario lo scorso mese di aprile, che non ha ancora trovato una ricollocazione certa. E non mancano dubbi sui GP nelle Americhe. Messico e Brasile stanno pagando un prezzo altissimo alla pandemia, mentre il COTA (Circuit Of The Americas) di Austin, oltre all'incertezza legata all'emergenza sanitaria, attraversa grosse difficoltà di natura finanziaria. Un'ipotesi allo studio potrebbe essere quella di tornare a Indianapolis, sul circuito stradale che ha ospitato il GP degli USA dal 2000 al 2007, terreno di caccia della Ferrari con sei successi in otto edizioni: cinque con Michael Schumacher, una con Rubens Barrichello e le briciole per la McLaren (una vittoria a testa per Mika Hakkinen ed un poco più che debuttante Lewis Hamilton). Il circuito stradale di Indy è tra l'altro pienamente operativo, visto che quest'anno (oltre alla 500 Miglia già rinviata a fine agosto) ospita due tappe del campionato Indycar (sabato 4 luglio e sabato 3 ottobre). Allo stato attuale delle cose poi il Mondiale dovrebbe concludersi in Medio Oriente, con il recupero (anzi il probabile raddoppio) del GP del Bahrein, ed il gran finale in atmosfera praticamente natalizia che Abu Dhabi si tiene stretto ...

 

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