FORMULA 1

Mick Schumacher, dopo i danni... la radiobeffa di Abu Dhabi! Che amarezza al capolinea di Yas Marina

Alla fine del GP di Abu Dhabi il tedesco "pescato" dal suo stesso team a fare girotondi a ruote fumanti... fuori ordinanza!

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“Spiacente Mick, puoi smetterla con le sgommate per favore? Sul serio, è che semplicemente non siamo autorizzati". Un'uscita di scena (temporanea, glielo auguriamo) per Mick Schumacher che la sua ormai ex-squadra ha... ripreso (per le orecchie!) quando, a GP terminato, il tdesco si è messo a fare i cosiddetti "donuts" a pneumatici fumanti in mezzo alla pista. Showc he il cerimoniale aveva espressamente riservato ai primi tre e - in via del tutto eccezionale - al pensionando Vettel. Ennesima amarezza per il figlio del sette volte iridato, in attesa dell'ufficializzazione del suo ingaggio come terzo pilota da parte della Mercedes, sulle tracce di papà Michael, ma in tutt'altro contesto.

 

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“Sorry, Mick, can you stop doing donuts, please? Seriously. I’m sorry, Mick, but we just can’t, sorry".

Strigliato via radio, beccato a concedersi una libertà esclusivamente destinata ai piloti del podio ed al suo connazionale in uscita dalla Formula Uno. Insieme al suo mentore, Mick aveva chiacchierato a lungo nella corsetta finale del sabato sera lungo il tracciato di Yas Marina che - poche ore più tardi, sarebbe stata teatro dell'esibizione finale di entrambi. Quella definitiva del quattro volte iridato, solo una pausa temporanea per il giovane Mick, nelle sue speranze e nell'augurio di tanti altri. Il fatto è che il bilancio finale del biennio di Schumi Jr. con il Team Haas è pesantemente negativo. Più in termini di danni materiali che di crescita del pilota.

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Nettamente più redditizio dello "sventurato" Nikita Mazepin nel 2021 (quando la Dallara powered by Ferrari era la cenerentola del lotto), il tedesco quest'anno ha inopinatamente subito quest'anno dal "ripescato" Kevin Magnussen, quando il livello della sfida è salito, "grazie" ad una VF-22 ben più competitiva della monoposto che l'aveva preceduta. Il danese ha finito per doppiare Mick in termini di punti iridati e - pur estremizzando - il fondo Mick lo ha letteralmente toccato a San Paolo: ultimo sulla griglia di partenza della gara Sprint, con Magnussen al via dalla pole position.

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Schumacher lascia la Haas dopo 43 Gran Premi in due anni: diciannovesimo l'anno scorso, sedicesimo quest'anno. Qualche buona performance in qualifica (anche se a carattere episodico) ed un inizio estate 2022 che gli aveva regalato consecutivamente l'ottavo posto di Siverstone ed il sesto di Spielberg. Era però forse già troppo tardi per cambiare il corso del destino: troppi incidenti, conti tropo salati per la piccola Haas che infatti ha preferito puntare per il 2023 su due piloti di provata esperienza con il confermato Magnussen ed il rientrante Nico Hulkenberg. Usato sicuro insomma ma di fatto la premessa di un Mondiale senza particolari ambizioni, che completa un cambio di tendenza progressivo e non particolarmente votato al rischio: in due anni da Mazepin-Schumacher a Magnussen-Hulkenberg, appunto. Per Mick una bocciatura difficile da mandare giù (se non con il "salvagente" Mercedes"), condita dall'infrazione finale alla quale il suo ingegnere di pista ha posto fine bruscamente, anche per evitare che alla lista della spesa si aggiungesse pure la ciliegina di una multa fuori tempo massimo! 

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