FORMULA 1

Le Frecce Nere ancora... spuntate: Toto Wolff in versione "zen" sulla trattativa con Hamilton

Prosegue la fase di stallo - quantomeno apparente - nelle trattative per il nuovo contratto tra Lewis Hamilton e la Mercedes. Toto Wolff disposto ad aspettare ancora.

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Ad ormai meno di due mesi dai test invernali pre-Mondiale (attualmente programmati a Barcellona dal 2 al 4 marzo), Lewis Hamilton continua a rimanere "free agent", padrone del proprio cartellino. Proseguono insomma le dinamiche contrattuali tra il sette volte iridato e la Mercedes. Situazione fluida e apertissima. Nelle sue più recenti esternazioni sull'argomento Toto Wolff non lascia trasparire inquietudine sul buon esito della trattativa stessa.

"Non sono preoccupato. Rispetterò sempre le decisioni di Lewis. Sia che rimanga a lungo con noi, sia che decida di lasciare le corse per dedicarsi ad altri campi d'azioni. Dobbiamo farci trovare pronti per qualsiasi tipo di 'palla curva' ci venga lanciata contro".   

Palla curva: in gergo, un imprevisto, mutuato dal mondo del baseball. Toto Wolff predica calma e fiducia da giorni (anzi settimane) quando il discorso cade sul nuovo contratto che legherà Lewis Hamilton alla Mercedes. Intanto si prepara all'eventualità dell'imprevisto ed a... ribattere la suddetta palla, sulla quale ci sono già scritti nome e cognome: George Russell, naturalmente, ora parcheggiato alla Williams ma già messo alla prova con successo alla fine dello scorso mese di novembre nel Gp di Sakhir. In un certo senso, si tratterebbe di ripetere quanto fatto quattro anni fa, quando Mercedes rispose alla palla curva lanciata da Nico Rosberg (che aveva annunciato il ritiro ai primi di dicembre, una manciata di giorni dopo la conquista del titolo), "prelevando" Valtteri Bottas, anche in quel caso appunto dalla Williams, già allora Mercedes-powered e costringendo Sir Frank e la figlia Claire a convincere Felipe Massa a rimandare di un anno il ritiro dalla Formula Uno.

Sullo sfondo rimane sempre l'ipotesi di un impegno "a gettone" (ad imitazione di quanto fatto da Ayrton Senna con la McLaren nei primi GP del 1993), alla quale abbiamo già accennato la settimana scorsa, ma che per ovvie ragioni è soluzione ben poco gradita alla Casa tedesca. Il cui focus rimane l'ottavo anno di matrimonio tra le Frecce ed il sette volte iridato, che vanno d'amore, d'accordo (e di titoli iridati....) fin dal 2013, quando Hamilton prese il posto di Michael Schumacher. Un indizio verso la prosecuzione del rapporto viene dalle parole di Anthony Hamilton, secondo il quale il figlio "continuerà a correre, per quanto ne so. Perchè al di là delle vittorie Lewis ama le corse e, ora che ha voce in capitolo, ama essere d'ispirazione per i giovani". Il nodo rimane quello (multiplo) dell'ingaggio, dei bonus, del possibile ruolo del Re Nero nell'organigramma della Casa di Stoccarda una volta sfilati casco, guanti e tuta. Così prosegue Wolff, alzando... il tiro: dal "diamante" del baseball allo spazio profondo.

"Stiamo parlando molto ed in modo trasparente. Possiamo ancora toglierci molte soddisfazioni insieme. Non si tratta di un processo unidirezionale. Da sempre in Formula Uno a vincere è il miglior pilota alla guida della migliore monoposto. Lewis comprende le dinamiche secondo le quale una squadra lavora, le sue capacità tecniche e dall'altra parte sa identificare la propria posizione all'interno della squadra stessa e non come un sistema solare al cui interno tutto ruota intono al sole".

 

 

 

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