F1, GP Belgio: Hamilton trionfa, Vettel beffato

Il ferrarista sogna il podio con una strategia aggressiva, ma una foratura lo ferma al penultimo giro. Rosberg 2°, Grosjean 3°. Raikkonen chiude 7°

di MARCO ENZO VENTURINI

Lewis Hamilton vince dominando il GP del Belgio a Spa, in una domenica amarissima per la Ferrari. Sebastian Vettel, infatti, sogna il podio con una strategia molto aggressiva con una sola sosta, ma è costretto a ritirarsi per lo scoppio di una gomma a due giri dalla fine. Stava resistendo al recupero di Romain Grosjean. Sul podio salgono Nico Rosberg e il pilota Lotus. Kimi Raikkonen, dopo una gara difficile e in rimonta, chiude al 7° posto.

Amarissima dunque la gara numero 900 della Ferrari in Formula 1, che completa un weekend difficile fin dalle qualifiche con soli 6 punti, quelli conquistati da Raikkonen. E con un Vettel molto arrabbiato e anche spaventato per la dinamica della foratura, pochi metri dopo la pericolosissima salita del Raidillon. E l'umore in casa Maranello, a sole due settimane da Monza, non potrebbe essere più nero.

SUBITO PROBLEMI
- Nel giro di ricognizione Hulkenberg accusa una mancanza di potenza al suo motore (probabilmente nella parte ibrida), ma la Force India prova a farlo partire regolarmente. Nulla di fatto: la sua macchina ha problemi e costringe tutto il gruppo a un installation lap supplementare. Anche Sainz è costretto a tornare nella pit lane e parte con grande ritardo rispetto ai colleghi.

PEREZ E VETTEL, DUE FULMINI - La nuova procedura di partenza, con lo stacco della frizione senza aiuti del team, penalizza Rosberg. Il tedesco infatti parte pattinando, con Perez che ne approfitta e si porta subito alle spalle di Hamilton, tentando anche l'attacco alla vetta alla chicane di Les Combes. Fantastico anche lo spunto di Vettel, che parte verso l'esterno e poi punta con convinzione all'interno de La Source. Da ottavo si ritrova subito quinto, con Rosberg che si riprende la posizione grazie alla migliore trazione. Hamilton è quindi primo su Perez, Ricciardo, Bottas, Rosberg, Vettel, Maldonado, Grosjean, Massa e Kvyat nei primi dieci, con Raikkonen 13° davanti ad Alonso°.

LE ROSSE CI PROVANO - All'inizio secondo giro Vettel conferma il buon stato di forma della sua Ferrari prendendosi la posizione su Bottas, mentre si ritira Maldonado. Problemi al motore anche per lui. Raikkonen intanto è bloccato alle spalle di Ericsson. Il sorpasso sullo svedese della Sauber viene completato al 5° giro con il finlandese che sale all'11° posto. Intanto Hamilton non riesce a seminare Perez, velocissimo sui lunghi rettilinei di Spa, mentre Kvyat riesce a sopravanzare Massa.

STRATEGIE DIVERSE - Ricciardo, che era terzo, sorprende tutti cambiando le gomme con grande anticipo: già all'8° giro torna ai box e monta le gomme medie. In tanti lo imitano subito: al 9° giro cambia Perez, che conferma però le soft. Al 10° è il turno di Grosjean (soft anche per lui), Kvyat, Massa, Verstappen ed Ericsson. Vettel, che intanto scala posizioni, denuncia per radio molto sottosterzo e informa i box che la temperatura della posteriore destra si è alzata notevolmente. Ma né lui ne Raikkonen si fermano per cambiare le gomme.

SEB GIOCA IL JOLLY - Kimi provvede al 12° giro, al 13° è il turno di Rosberg, che torna in pista insieme a Perez e riesce a restargli davanti dopo un duello di velocità al Kemmel. Al 14° si ferma anche Hamilton, con Vettel che si ritrova addirittura in testa, seppure con le gomme decisamente in crisi rispetto ai colleghi. Provvederà al 15° passaggio, montando coperture a mescola media, con l'obiettivo di cambiare una volta in meno rispetto agli altri.

BOTTAS E RICCIARDO, CHE CAOS - In Williams combinano un disastro, montando una gomma media e tre soft a Bottas. Il finlandese viene penalizzato con un Drive Through e la sua gara è rovinata. La gara resta accesissima, soprattutto per la lotta per il podio: al 20° giro Grosjean svernicia Perez a Les Combes e si prende il terzo posto. Al 21° la Red Bull di Ricciardo si spegne improvvisamente alla Bus Stop Chicane, con Vettel che per poco non lo centra in pieno.

SI MISCHIANO LE CARTE - Viene ordinata la Virtual Safety Car, ne approfittano Grosjean, Massa e Raikkonen per cambiare le gomme. La classifica viene congelata con Hamilton in testa davanti a Rosberg, Vettel, Grosjean, Kvyat, Perez, Massa e Raikkonen e con una lotta per il podio apertissima. Intanto, con le nuvole iniziano ad incombere su Spa, Rosberg prova a riportarsi a ridosso di Hamilton.

SAFETY VIRTUALE, CONFUSIONE REALE - Ancora una volta, comunque, la Virtual Safety Car fa storcere il naso: Rosberg molto più veloce di Hamilton e Vettel decisamente più lento di entrambe le Mercedes. Un sistema, insomma, che dovrà essere migliorato nelle prossime gare. Vettel intanto, in terza posizione, gira su ottimi tempi e spera di arrivare alla fine senza un degrado nelle ultime fasi di gara. Cosa che purtroppo non succederà.

ULTIMO VALZER - Al 31° giro Hamilton torna ai box e monta un treno di gomme a mescola morbida, un giro dopo lo imita Rosberg, che torna in pista troppo lontano per contendere la vittoria al compagno. Intanto la Ferrari chiede a Vettel come sente le gomme, il tedesco risponde con i fatti e martella giri su giri con lo stesso ritmo. A nove giri dalla fine Grosjean rompe gli indugi e prova a limare il gap sulla Rossa.

ROSSE DI RABBIA - A sei giri dalla bandiera a scacchi Kvyat svernicia Raikkonen e sale al 7° posto. Negli ultimi km sono in quattro a contendersi la quinta posizione: Perez, Massa, Kvyat e, più distante, Kimi. Intanto il distacco tra Grosjean e Vettel scende sotto il secondo, ma il tedesco riesce a scappare nella fantastica sezione Raidillon-Eau Rouge. Kvyat sorpassa Massa con una staccata ben oltre il limite alla Bus Stop. Sembra l'ultima emozione, ma non è così: proprio dopo il Raidillon, in pieno Kemmel, a Vettel scoppia la posteriore destra e il tedesco è costretto a ritirarsi a due giri dal termine. E nel passaggio successivo anche Raikkonen rischia di perdere una posizione, dopo l'attacco di Verstappen, che però va lunghissimo alla Bus Stop e permette alla Ferrari di tornare a casa dal Belgio almeno con una settima posizione in tasca.

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