FORMULA 1

A dicembre Formula Uno in pista su uno dei circuiti più brevi della storia: il "miniovale" di Sakhir

Il Mondiale di Formula Uno lascia l'Europa per la triplice trasferta di fine Mondiale nel Golfo: curiosità per il GP-bis in Bahrein sul "miniovale" di Sakhir.

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Nell'ultimo fine settimana di novembre e nel primo di dicembre il Mondiale di Formula Uno propone per la terza volta quest'anno una "doubleheader". A differenza però di quanto avvenuto in occasione degli "uno-due" di Spielberg e Silverstone, il terzultimo ed il penultimo GP del 2020 andranno in scena su due differenti versioni dello stesso impianto: il Bahrein International Circuit.

Sarebbe stato molto interessante vedere Hamilton, Verstappen e magari i piloti della Ferrari giocarsi il titolo nel trittico di Gran Premi del Golfo Persico ed in particolare incrociare le...traiettorie nel secondo dei due appuntamenti di Sakhir, in programma il prossimo 6 dicembre sulla versione "breve" del Bahrein Int'l Circuit: una specie di rollercoaster, una spettacolare (speriamo) giostra da trecento all'ora. Ma è andata diversamente e l'inedito tracciato farà semplicemente da scenario a sfide per i premi di consolazione, oltre che alla meritatissima passerella del neo (sette volte) iridato Lewis Hamilton e delle Frecce Nere Mercedes che - sotto i riflettori - appariranno ancora più elusive e magari "invisibili" ai radar dei rivali...

La curiosità intorno alla replica "diversamente veloce" del GP del Bahrein in programma questo fine settimana però rimane: il circuito classico, quello che ha ospitato le quindici precedenti edizioni della gara, misura 5412 metri e la corsa si svolge sulla distanza di 57 giri, per un totale di 308 chilometri e 484 metri. Il "miniovale" (più propriamente "outer track") sul quale si correrà il primo weekend di dicembre taglia invece fuori tutto il settore più "guidato" del layout classico, abbandonandolo all'uscita della curva 4 (che sarà appunto interamente percorsa) e riprendendolo in corrispondenza della 13 (di fatto eliminata), unendole con una "bretella" serpeggiante e velocissima. Risultato: un tracciato di soli 3543 metri da percorrere 87 (!) volte per totalizzare la distanza di 308 chilometri (e 241 metri). Si tratta di uno dei circuiti più brevi mai utilizzati nella storia della Formula Uno e del secondo più breve della Formula Uno contemporanea dopo quello di Montecarlo (sul quale peraltro quest'anno non si è corso....) con i suoi 3337 metri da percorrere 78 volte, per un totale di 260,286 chilometri. Un concessione, quella relativa al chilometraggio inferiore ai trecento chilometri, che i regolamenti della Formula Uno concedono a Montecarlo allo scopo di contenere nelle due ore canoniche lo svolgimento del GP del Principato, a causa delle basse medie orarie (per modo di dire) consentite dal contesto urbano del circuito monegasco. Fascino a parte, sarà tutta un'altra storia in Bahrein: il tempo sul giro stimato per la pole position è di 55 secondi (pole di Hamilton nel 2019 a Montecarlo in 1.10.166), quello sul giro in gara comunque sotto il minuto (1.14.279 giro veloce "principesco" di Gasly un anno e mezzo fa con la Red Bull ).

Andando a ritroso nella storia della Formula Uno, performances "estreme" si registrarono nel GP di Francia del 1974 sul circuito di Dijon-Prenois: Niki Lauda ottenne la pole con la sua Ferrari 312 B3 in 58 secondi e 79 centesimi mentre Jody Scheckter con la Tyrrell fece registrare il giro più veloce della gara (vinta da Ronnie Peterson su Lotus) fermando il cronometro sul tempo di un minuto... spaccato! Con la sua proverbiale schiettezza, Lauda definì "stupido" il circuito francese (ma probabilmente il termine originale era un altro...), che misurava tre chilometri e 289 metri e che venne infatti portato a 3800 metri per il GP del 1977, vinto da Mario Andretti (Lotus).

Insomma, quello che avrà luogo il prossimo 6 dicembre a Sakhir sarà - lo ribadiamo - un GP... rollercoaster, nel quale basterà un semplice testacoda per ritrovarsi a rischio doppiaggio e nel quale proprio i "backmarkers" - oltre a ritrovarsi a fine GP a due o tre giri dal vincitore - saranno spesso sul cammino dei leaders della gara. Una variabile in più, potenzialmente destabilizzante o magari addirittura "fatale", in caso di titolo ancora in palio. E che ci auguriamo non accenda la fantasia di chi opera nella "stanza dei bottoni". Da questo punto di vista, confidiamo moltissimo nell'ormai prossimo approdo di Stefano Domenicali ai vertici della Formula Uno!

 

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