L'auto che ha battuto ogni record di velocità
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La storia della ThrustSSC è quella di una sfida estrema, vinta dall’ingegneria e dal coraggio umano, che ha riscritto per sempre i limiti della velocità terrestre
di Tommaso Marcoli© Getty Images
La ThrustSSC nasce all’inizio degli Anni Novanta da un’idea tanto semplice quanto folle: costruire il primo veicolo terrestre capace di infrangere la barriera del suono. Il progetto prende forma nel Regno Unito sotto la guida dell’ingegnere Ron Ayers, con il sostegno finanziario dell’imprenditore Richard Noble, già detentore del record di velocità terrestre con la Thrust2.
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Turbogetto
A differenza di un’auto tradizionale, la ThrustSSC è di fatto un jet su ruote. Lunga oltre 16 metri e con una massa di circa 10,5 tonnellate, è spinta da due motori aeronautici Rolls-Royce Spey 202, gli stessi utilizzati sui caccia F-4 Phantom, capaci di generare una spinta complessiva di circa 223 kN. Non esiste trasmissione: la spinta è diretta, brutale, continua.
Il record
Il 15 ottobre 1997, nel deserto di Black Rock, in Nevada, la ThrustSSC entra nella storia. Al volante c’è Andy Green, pilota della Royal Air Force, che durante la seconda manche ufficiale raggiunge una velocità media di 1.227,985 km/h, superando Mach 1 e diventando il primo uomo a infrangere il muro del suono a terra. In alcuni tratti la velocità di punta supera i 1.230 km/h, con onde d’urto chiaramente visibili.
Imbattibile
Ancora oggi, il primato della ThrustSSC resta imbattuto. Più che un semplice veicolo, è un laboratorio su ruote, una dimostrazione estrema di aerodinamica, materiali e controllo, e un’icona assoluta dell’ingegneria del Novecento che continua a rappresentare l’ultimo grande balzo dell’uomo nella corsa alla velocità assoluta.