Scenari

Dopo le auto, la Cina vuole i camion

Costano meno, sono di buona qualità e alcuni di essi sono già prodotti in Europa. E in futuro saranno elettrici

di Tommaso Marcoli
04 Ago 2026 - 11:27
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Non è più soltanto una questione di automobili. La Cina ha già fissato un nuovo obiettivo: i camion. Un'industria strategica che movimenta i 3/4 di tutte le merci che transitano in Europa. Seppur meno evidente, anch'essa sta vivendo le medesime trasformazioni tra elettrificazione, integrazione software e guida autonoma. Tutti elementi dove Pechino ha dimostrato di essere in vantaggio.
Frammentato
Rispetto all'auto, non esiste un vero "campione" globale dei Tir. In Europa, a farla da padrona sono Daimler (partecipata Mercedes), Traton (del Gruppo Volkswagen) e Volvo. In USA domina il gruppo Paccar mentre in Cina il protagonista è Sinotruck. Queste sono le prime cinque realtà globali in termini di fatturato. Eppure, se sommati, corrispondono "solo" al 30% del mercato truck globale. Si tratta di una realtà molto più frammentata, perché un camion europeo non corrisponde ai criteri di trasporto e utilizzo di uno indiano o cinese.
Mi fido
L'altra seconda differenza tra auto e camion è il motivo d'acquisto. Un'automobile è necessaria per spostarsi e può essere scelta per motivi più pratici o istintivi. Una motrice è - a tutti gli effetti - uno strumento di lavoro e come tale deve far guadagnare l'azienda che li utilizza. La durata media di un camion è di circa 10 anni, arco di tempo in cui deve poter generare il più alto profitto possibile. Non è una questione di marchio, ma di fiducia: affidabilità e qualità dell'assistenza sono gli unici criteri di valutazione.
La trasformazione
Secondo un'analisi di AlixPartners, entro il 2030 un camion elettrico sarà più conveniente di uno a gasolio. E in un mercato che fa i conti senza pietà, potrebbe essere una svolta decisiva. In Cina, il 29% dei nuovi camion pesanti (oltre 400 mila solo nel 2025) è elettrico o ibrido plug-in. Per la fine del decennio, Pechino vuole che il 40% degli autocarri sia a zero emissioni. Un Tir elettrico cinese costa in media il 30% in meno rispetto a uno europeo. Il motivo? Il controllo della filiera, batterie incluse. Niente di nuovo.
Prima la rete
I cinesi possiedono già fabbriche per veicoli industriali in Europa. BYD sta espandendo il suo stabilimento in Ungheria, mentre nell'ex sede MAN in Austria sono assemblati autocarri per marchi asiatici. Eppure, al momento i camion cinesi non sono particolarmente diffusi. La strategia - rispetto all'automotive - è opposta: prima consolidare la rete di vendita e assistenza, per poi portare il prodotto. I camion, come abbiamo detto, sono un mercato costruito sulla fiducia. E la fiducia è una questione di persone, non di marchi.

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