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Dai rally al colpo di Stato: l’incredibile storia dei Borghese

Il raid di inizio Novecento, le imprese militari durante la seconda guerra mondiale e infine un tentato Golpe. Una dinastia tormentata

di Tommaso Marcoli
07 Giu 2026 - 10:45
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 © Foto da web

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Sono poche le famiglie nobiliari italiane che incarnano lo spirito del Novecento come i principi Borghese. Una dinastia che nei secoli ha dato alla storia cardinali, mecenati e persino un Papa, ma che nel secolo scorso ha visto due dei suoi esponenti più celebri protagonisti di imprese epiche. Una parabola che sembra uscita dalla penna di un romanziere.
Lo spirito del tempo
La saga novecentesca dei Borghese inizia con il principe Scipione Borghese, lo "zio" avventuriero che legò la sua fama a un'impresa automobilistica. Nel 1907, rispondendo a una provocazione lanciata dal quotidiano parigino Le Matin, Scipione decise di partecipare al raid Pechino-Parigi: una folle corsa di 16.000 chilometri attraverso deserti, paludi e steppe siberiane, in un'epoca in cui le strade semplicemente non esistevano. Il principe arrivò in Francia con ben venti giorni di anticipo sui diretti inseguitori.
Militarismo
Di tutt'altro segno è invece la figura di Junio Valerio Borghese, passato alla storia con il sinistro soprannome di "Principe Nero". Comandante della leggendaria e temuta X Flottiglia MAS durante la Seconda Guerra Mondiale, negli anni di pace la sua figura diventa centrale per alcune trame eversive. La notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970, Borghese guidò il famigerato "Golpe Borghese", un tentativo di colpo di Stato neofascista. Il piano fu misteriosamente revocato dallo stesso Junio all'ultimo secondo, lasciando dietro di sé una scia mai del tutto chiarita di segreti di Stato e costringendo il principe alla fuga in Spagna, dove morì latitante pochi anni dopo.

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