"È stato semplice accettare il Toro, è una maglia che pesa. Ho bisogno di sentire l'ambiente, che i tifosi si rappresentino in noi. Mi riconosco in questi valori, nel lavoro e nel senso di appartenenza". Sono queste le prime parola di Ignazio Abate da nuovo allenatore del Torino. Per l'ex terzino del Milan e della nazionale è un ritorno in granata, dopo l'esperienza da calciatore. "Ho indossato questa maglia e percepii i valori, respiri la storia. Tornarci dopo tanti anni - ha aggiunto - è cambiato molto dal punto di vista organizzativo, ho trovato una società e un centro sportivo bello. Sento la responsabilità che cerco di rispettare nel quotidiano". Su che squadra ha in mente, Abate ha detto di volere un "Toro riconoscibile, vogliamo creare una grande identità. Voglio un calcio propositivo, per dominare il gioco e aggressivo".
"Mercato? Non bisogna avere fretta ma andare dritti su profili funzionali. Non sono un talebano dei moduli, voglio un Toro coraggioso", ha dichiarato ancora Abate che poi ha spiegato che "vogliamo impostare a tre, poi cercheremo soluzioni. Le squadre statiche sono prevedibili, da chi ha vissuto questa piazza mi aspetto tanto dal punto di vista umano e tecnico". Confermato Zapata come capitano. "Credo di sì, non vengo qui a stravolgere le gerarchie. È un giocatore importante, ha rinnovato e mi aspetto tanto da lui. Ha caratteristiche particolari che possono diventare fondamentali", ha detto. Alla prima di campionato ci sarà il Milan. "È stato la mia vita, sono arrivato ragazzino e sono arrivato ad alti livelli. Non vedo l'ora per rivivere certe emozioni, sarà un piacere affrontare il Milan", ha detto. Infine un messaggio ai tifosi. "Non faccio slogan, non vendo fumo. L'impegno è che, nelle vittorie e nelle sconfitte, la squadra metta sempre orgoglio", ha concluso.