SDOTTORATE

Stakanov-Kalulu, "prima" allo Stadium. Conte, un silenzio assordante...

La consueta rubrica sul campionato del nostro Matteo Dotto

di Matteo Dotto
09 Feb 2026 - 07:11
 © Getty Images

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Sabato 14, San Valentino: al Meazza di fronte Inter e Juventus. Ieri la domenica di campionato ha regalato la (scontata) vittoria nerazzurra in casa del Sassuolo e il (sofferto) pareggio bianconero allo Stadium contro la Lazio. La zuccata di Kalulu in pieno recupero per il 2-2 finale salva l’imbattibilità casalinga stagionale della Juve ma allunga a 12 i punti di distacco dalla capolista. Con la Roma che questa sera, in caso di vittoria all’Olimpico contro il Cagliari, può agganciare la Signora al quarto posto.

SARRISMO Maurizio Sarri (ultimo allenatore ad aver vinto lo scudetto con la Juventus nel 2019-20) assaporava già la sua seconda vittoria allo Stadium da rivale quasi otto anni dopo quel famoso e illusorio 0-1 con il Napoli firmato Koulibaly. Chissà se il tecnico della Lazio in cuor suo avrà più “maledetto” i suoi attaccanti che si sono mangiati almeno due clamorose occasioni per chiudere la partita o i suoi difensori completamente nel pallone in occasione del pareggio di Kalulu... Certo Sarri si porta a casa la piccola soddisfazione di aver chiuso per la prima volta un campionato da imbattuto contro la Juventus, sconfitta 1-0 all’andata (gol di Basic) nella serata che portò poi all’esonero di Igor Tudor.

STAKANOV Pierre Kalulu: 34 partite su 34 in stagione, presente in tutti i 3.060 minuti giocati dalla Juventus in questo 2025-26. Il difensore francese ha firmato contro la Lazio il suo secondo gol in questo campionato, terzo da quando gioca nella Juve, primo allo Stadium. Gli altri due centri a Pisa in questo campionato (vittoria 2-0) e a Bergamo lo scorso anno (1-1).

POKERISSIMO – In attesa di ospitare i bianconeri e “vendicare” il ko (4-3) rimediato all’andata allo Stadium, Cristian Chivu si regala il suo primo pokerissimo esterno da allenatore, secondo in assoluto in carriera: il precedente a San Siro nella prima di campionato contro il Torino. La sua Inter vola a +8 sul Milan, che salta questo giro (la squadra di Allegri recupererà la sfida casalinga con il Como tra due mercoledì, il 18) ma che venerdì 13 aprirà la 25esima giornata a Pisa. Mai nell’anno solare 2025 l’Inter aveva vinto fuori casa con cinque gol di scarto: le ultime imprese nerazzurre di questa portata risalivano al 15 dicembre 2024 (Lazio-Inter 0-6) e al 23 novembre 2024 (Verona-Inter 0-5), in entrambe le occasioni con Simone Inzaghi in panchina.

SHOW – Per tradizione la sfida tra Sassuolo e Inter è foriera di gol e spettacolo. Fino alla sfida di ieri si viaggiava alla media di 3,17 reti a partita; con il fresco 0-5 del Mapei Stadium il totale sale a 78 gol in 24 gare per la media di 3,25. Insomma, tra neroverdi e nerazzurri è sempre spettacolo assicurato…

COOP – Con i primi centri in nerazzurro di Akanji e Luis Henrique salgono a 17 i marcatori interisti di questa stagione. All’appello – della prima squadra – mancano soltanto Acerbi, Frattesi (i due eroi lo scorso anno del 4-3 sul Barcellona), De Vrij e Darmian (fin qui impiegato pochissimo causa infortuni).

RECORD Il gol numero 171 di Lautaro Martinez proietta il 10 argentino sul podio dei marcatori interisti di tutti i tempi. Raggiunto Boninsegna al terzo posto, davanti al Toro di Bahia Blanca restano adesso soltanto Spillo Altobelli (a quota 209) e il mitico Pepin Meazza (difficilmente raggiungibile con 284 centri).

CRISI – Qualcuno aveva parlato di un Thuram in crisi… I numeri smentiscono: quello rifilato al Sassuolo è il 12esimo gol stagionale dell’attaccante francese (7 in campionato, 2 in Champions, 2 in Coppa Italia e 1 in Supercoppa). A disposizione di Marcus un minimo di 18 partite ancora da giocare (che possono diventare 26 nel caso l’Inter arrivi in fondo in Coppa Italia e Champions League) il che vuole dire che può agevolmente superare gli "score" delle sue due precedenti stagioni nerazzurre: 15 le reti messe a segno nel 2023-24 e 18 nel 2024-25.

PROTESTE – Silenzio assordante quello di Antonio Conte, di solito sempre attento a giudicare l’operato degli arbitri (soprattutto quando – a suo dire – danneggiano le sue squadre). Sabato sera a Marassi si è portato a casa tre punti in pieno recupero per un fallo (così giudicato al Var) di Cornet ai danni di Vergara. Non osiamo immaginare cosa avrebbe scatenato l’allenatore salentino in caso di rigore contro per un mezzo pestone di un suo difensore ai danni di un attaccante avversario… Anzi, appena un mese fa (era l’11 gennaio) per un pestone “vero” di Rrahmani su Mkhytarian che portò all’assegnazione del rigore – via Var – da parte di Doveri, lo stesso Conte “esplose” a San Siro contro l’arbitro e venne espulso. Della serie, due pesi e due misure…