Spalletti, meglio le due punte!
Certo, abituato a Totti, Icardi e Osimhen l'allenatore bianconero deve accontentarsi di Kolo Muani e Woltemade. Ma questo passa il convento... Dopo 6 giornate il tecnico di Certaldo ha meno punti di Tudor, Thiago Motta e dell'ultimo Allegri
di Matteo Dotto© IPA
Sarà il tormentone della settimana, almeno fino a giovedì quando la Juventus tornerà in Europa League. Meglio le due punte o il classico modulo "spallettiano" con tre trequartisti dietro il centravanti? Luciano Spalletti in carriera ha avuto fior di centravanti. Da Montella ai tempi della Sampdoria a Totti nella Roma, da Icardi a Osimhen, devastanti nell'Inter e nel Napoli.
Il 4-2-3-1 con Kolo Muani punta centrale continua a non convincere. Soprattutto perché non convince il francese. Che a Cagliari ha firmato a dieci minuti dalla fine il pareggio ma che negli 80 minuti precedenti non ne aveva azzeccata una. Un pianto. Spiegherà Spalletti nel dopo partita che il francese era stato accompagnato anche nel primo tempo da Nico Gonzalez, ma se n'erano accorti in pochi. Poi sempre Kolo ha colpito una clamorosa traversa che poteva dare alla Juventus i tre punti, ma più che gridare alla sfortuna in quel caso è stato un errore (da matita blu) del numero 9 di rosa vestito. Quando poi dopo un'ora è entrato anche Woltemade la squadra si è resa più pericolosa con una sorta di 4-2-4 che vedeva larghi ai lati Alajbegovic e Zhegrova (più ispirati di Nico e Conceicao) e in mezzo all'area i due centravanti. Che, parliamoci chiaro, non sono all'altezza della storia della Juventus. Quasi quasi a Spalletti - a parte i grandi centravanti di cui sopra - tocca rimpiangere la coppia Margiotta-Pampa Sosa dei tempi dell'Udinese...
Resta il fatto che dopo 6 giornate, con 18 punti a disposizione, questa Juve ne ha raccolti solo 11. Uno in meno dell'anno scorso con Tudor e di due stagioni fa con Thiago Motta e due in meno rispetto al 2023-24, l'ultimo campionato di Allegri alla guida dei bianconeri. Numeri su cui riflettere. Salvo ricordare che Max a quei tempi aveva a disposizione Vlahovic e Chiesa nel pieno del loro splendore...