ESCLUSIVA

Serie C, Gallazzi: "Il VAR a chiamata permette alle squadre di tutelarsi e porta più serenità"

La soluzione per placare le proteste arbitrali potrebbe arrivare dalla Serie C, dove da quest'anno è in corso un progetto pilota sul VAR a chiamata 

di Martino Cozzi
25 Feb 2026 - 13:59
 © Getty Images

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Il VAR a chiamata in Serie A? Per ora si tratta solamente di una suggestione, ma nelle prossime settimane è una questione che sarà sicuramente discussa tra arbitri e squadre. In Italia, pioniere del VAR a chiamata è il campionato di Serie C che da inizio stagione ha introdotto l'FVS (Football Video Support). Per comprendere meglio l'efficacia di questa nuova tecnologia, la redazione di SportMediaset ha intervistato in esclusiva Giulio Gallazzi, presidente e proprietario dell'Alcione Milano e Consigliere Federale in Serie C. 

Ci spiega come funziona e perché avete deciso di introdurlo quest’anno?
"L'FVS nasce da un progetto pilota che è stato sviluppato anche sotto l'egida di Pierluigi Collina, che è il massimo rappresentante della classe arbitrale all'interno della FIFA, come modello che riuscisse a coniugare efficienza, quindi un costo modulare e comunque più efficiente rispetto all'altra versione di VAR, e che potesse anche sostanzialmente rispondere alla caratteristica di svolgersi sul campo. Oggi il VAR, così come è pensato per Serie A e B, lavora con un centro operativo a Lissone che ha determinate funzioni di controllo, di verifica e di interazione con l'arbitro sul campo. L'FVS, invece, è un qualcosa che si sviluppa sul campo, a fianco del campo stesso e che coinvolge l'arbitro nel prendere la decisione. Nella sua caratteristica fondamentale, l'FVS ha un concetto di supporto della tecnologia alla decisione che rimane in capo all'arbitro, mentre il VAR ha un ambito di decisione e di intervento nel quale indica all'arbitro delle valutazioni che vengono prese altrove. Poi è chiaro che l'FVS, nella versione utilizzata in Serie C, utilizza i mezzi tecnologici disponibili per la Serie C, che sono sostanzialmente una telecamera, ed è in previsione di poter valutare di aumentare i punti di vista e quindi aumentare le telecamere. Il VAR, invece, ha una serie di telecamere che rende la visione molto più chiara e nitida. L'FVS, pur nella limitazione di operare oggi in Serie C con un'unica telecamera, ha dato un cambiamento epocale: la soddisfazione delle squadre di Serie C è straordinaria perché ovviamente il modello dell'FVS consente alla squadra di avere due chiamate a propria tutela, consegnando il cartellino: in caso di chiamata corretta, il cartellino viene restituito e quindi rimangono le possibilità di due richieste di verifica. Se invece la chiamata ottiene risposta di conferma della decisione già presa dall'arbitro, il cartellino è perso e quindi viene scalato. La squadra ha un uso responsabile di queste domande, lo farà nel momento non tanto in cui cerca di influenzare l'arbitro, ma nel momento in cui è ragionevolmente certa che la domanda sia corretta".

Quali sono stati i benefici che ha portato in Serie C?
"Si pensava che potesse allungare le partite, in verità le riduce e aumenta il tempo effettivo di gioco perché riduce il numero di contestazioni. I tempi che si utilizzano per l'FVS sono abbastanza certi, ma l'effetto ottenuto è l'enorme riduzione di contestazioni e le simulazioni: le simulazioni che vengono fatte per indurre l'arbitro a prendere una determinata regione vengono ridotte esponenzialmente perché sono immediatamente verificabili dall'altra parte. Il tempo di gioco è aumentato, viene ridotta l'animosità e quindi il conflitto che normalmente si crea in campo. C'è una maggior accettazione. Il numero delle ammonizioni e delle espulsioni si è ridotto: essendoci la possibilità della chiamata, è evidente che il giocatore assume un comportamento che tiene conto di questo aspetto e quindi si riducono anche le possibilità di contestazioni, di animosità e di reazioni che poi verrebbero immediatamente verificate. Esiste una maggiore collaborazione in campo e le partite sono sicuramente più concentrate sulla sfida sportiva". 

In futuro pensate di introdurre un tempo effettivo uguale per tutti?
"Andare a toccare il tempo significa cambiare una regola del gioco, non è un tema di cui se ne parla effettivamente. Nonostante ciò, stiamo lavorando a questo cambiamento, lo strumento riduce quello che è il problema di una forte riduzione del tempo. Inoltre, questo sistema riduce l'inefficienza di gioco: nel problema è stata trovata una soluzione senza modificare le regole, una soluzione di maggiore efficienza dell'attività arbitrale di gestione della partita. La soluzione dell'FVS dà un contributo molto positivo, perché aumenta il tempo effettivo e riduce i conflitti in campo, sia i conflitti fra squadra e arbitro che fra squadra e squadra".

Da presidente a presidente: lei consiglierebbe l’FVS anche ai presidenti di Serie A?
"Certamente, assolutamente sì. Io credo che sia stato fatto un lavoro eccezionale da un arbitro di grandissima esperienza come Orsato, che da quest'anno ha introdotto in Serie C questo tipo di progetto. Il lavoro è straordinario, riduce i costi rispetto a un'applicazione dell'attuale protocollo che viene utilizzato in Serie A e dà alle squadre la possibilità di autotutela. Laddove la squadra si sente danneggiata ha la possibilità di chiedere di rivedere il gioco, ma non lo chiede in una sala esterna, lo chiede all'arbitro stesso che è in campo e che ha il polso della partita, che ha visto le dinamiche di gioco. L'arbitro è chiamato a rivedere questo tipo di azione: questa è la miglior tutela possibile perché è efficiente ed efficace. Poi è chiaro che c'è anche un tema di federazioni internazionali, perché uno è un protocollo UEFA (il VAR, ndr), l'altro è un progetto pilota avviato che ci è stato dato da portare avanti, tenendo conto che la Serie C italiana è l'unica ad aver fatto questa esperienza. Essendo tutti interessati al miglioramento del funzionamento del nostro calcio, la mia risposta è positiva per esperienza diretta e per serenità delle squadre".