MILAN-FIORENTINA

Milan, Montella medita vendetta e può 'esonerare' Giampaolo

Stasera a San Siro torna l'ultimo tecnico in grado di alzare un trofeo in rossonero, l'ex Samp in bilico

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Dice che pensa alla Fiorentina e che serve per al Fiorentina, ma dai, sotto sotto si sa quanta voglia abbia Vincenzo Montella di fare un dispetto al Milan, che due anni fa gli ha dato il benservito: "È comprensibile che la società non sia soddisfatta dei risultati ed è giusto che paghi l'allenatore" le parole dell'Areoplanino.

Gli esoneri, come in questo caso, si possono anche prendere con filosofia, ma alla fine bruciano e il piacere di battere chi ti ha fatto fuori non è poi così sottile. Milan-Torino 0-0, 26 novembre 2017, è il capolinea rossonero di Montella. Il club della proprietà cinese fantasma gestito, per le questioni tecniche, dal ds Mirabelli, fa due conti: vede che alla 14° giornata il 4° posto è 11 punti più in alto e così, fuori Montella, dentro Gattuso, che non risparmia critiche sull condizione fisica della squadra ereditata dal predecessore.

Eppure, ancora oggi, Montella rimane l’unico allenatore rossonero del dopo-Allegri ad aver sollevato un trofeo: dopo la Supercoppa di Doha vinta ai rigori sulla Juventus nel 2016, la bacheca di Casa Milan non si è più riempita. L’avrà pure preso con filosofia, l’esonero, ma a distanza di tempo Montella rivendica qualche merito: "Suso era tra i giocatori in uscita ed è rimasto, in generale credo sia stato fatto un buon lavoro" ha detto recentemente.

Soltanto Mihajlovic, nel post-Allegri, ha dato ai rossoneri qualcosa in più di Montella in termini di media punti: 1,76 a partita per il serbo, 1,75 per Montella, 1,73 per Gattuso. Staccati tutti gli altri e staccatissimo, con 1,20 punti a partita, Marco Giampaolo. Confermato, per ora, ma a rischio esonero se dovesse perdere contro chi, dal Milan, è già stato esonerato.  

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