"NO AI PLAYOFF"

Lazio, Lotito: "Pronti a uno spareggio con la Juve"

Il numero uno biancoceleste è contrario all'idea dei playoff: "L'Inter è a 8 punti da noi, l'Atalanta a 14..."

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Dopo la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte che ha annunciato il ritorno agli allenamenti di squadra a partire dal 18 maggio, i dubbi sulla ripartenza del campionato sono ancora molti, soprattutto dopo la frenata dal ministro dello Sport Spadafora. Ma cosa potrebbe succedere in caso di mancato ritorno in campo per le società di Serie A? Ne ha parlato Claudio Lotito: "Si rischia di mandare gambe all'aria il sistema. Alcune società stanno preparando un documento condiviso per mettere a nudo i rischi che corrono", ha detto il presidente della Lazio.  

Al numero uno biancoceleste viene rimproverato di voler tornare in campo a tutti i costi per giocarsi lo scudetto "ma se non si gioca più io sono già in Champions e risparmio quattro mensilità di stipendi. Avrei la convenienza a non giocare, ma io ragiono di sistema. Altri no" le sue parole intervistato da 'La Repubblica'. "Mi chiamano Lotito il virologo, lo scienziato, ma alla Lazio ho una struttura eccellente. Ho già tamponi e test sierologici. E ho fatto avere le mascherine anche a qualche presidente. A Formello ho il cardiologo, l'internista, l'otorino e l'urologo, perché cose come il varicocele una volta si scoprivano al militare. Sono in grado di fare la sanificazione anche subito, la mia azienda lavora negli ospedali" ha aggiunto.

Lotito si dfice poi contrario all'idea playoff perchè "oggi io sono a un punto dalla Juventus, e solo per Juve-Inter che...vabbè, l'avete vista. Ma all'andata contro la Juve ho vinto 3-1 e anche in Supercoppa l'ho battuta 3-1. E dovevamo ancora giocare il ritorno. Per equità, una squadra come l'Inter, che ha 8 punti meno di noi, o l'Atalanta, che ne ha 14 in meno, mi dica lei se devono essere coinvolte". Motivo per cui sarebbe favorevole a una 'finale scudetto' contro i bianconeri: "Lo accetterei, ma non mi sono mai posto il problema".

"Ripartire comunque in parte ci penalizza - aggiunge - Noi avevamo fatto una scelta, ritenendo di non potercela giocare su tre fronti avevamo sacrificato l'Europa League, così avremmo giocato una volta a settimana mentre gli altri giocavano due volte. Se si ripartisse giocheremmo tutti due volte a settimana, perderemmo un vantaggio. Ma io ragiono nell'interesse di 20 club" mentre "nella testa delle persone c'è l'idea di bloccare le retrocessioni anche a costo di ritrovarci la Serie A a 22 squadre".

Infine un commento alle parole del ministro Spadafora, che ha chiarito che prima del 18 maggio non ci sarà una ripresa degli allenamenti di squadra: "E perchè una data è meglio di un'altra? Ha uno studio di cui non siamo a conoscenza? Il campionato ripartirebbe a porte chiuse, ci sarebbero 70, 80, forse 90 persone oltre alle squadre: basta fare i controlli anche a loro". E sulle sedi delle partite: "A Roma e al centro-sud non ci sono problemi, se altri stadi non sono idonei una soluzione si trova, in fondo l'estate si va in ritiro, no?".

 

DIACONALE: "NON UN GUANTO DI SFIDA ALLA JUVENTUS"
Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio, ha parlato alla radio biancoceleste in merito alle parole di oggi di Lotito: "Non è un guanto di sfida ai bianconeri ma semplicemente il presidente ha ribadito la necessità della ripresa dell'attività così da evitare caos, ricorsi e danni economici. Lotito vuole giocare per il sistema, non per interessi personali: sottovalutare i problemi economici in caso di mancata ripartenza del campionato sarebbe un pericolo. Ci sono tanti paradossi in questa Fase 2, speriamo si esca il prima possibile da questa situazione".

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