IL DERBY TATTICO

Il cambio di sistema di Pioli può togliere qualche sicurezza a Inzaghi

L'ecatombe rossonera degli ultimi quattro derby si porta dietro alcune situazioni ricorrenti. Il nuovo atteggiamento del Milan potrebbe cambiare le cose

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L'ultima vittoria del Milan risale a un anno fa. Poi, nelle altre quattro partite, tra ritorno in campionato, Supercoppa italiana e i due derby di Champions, l'Inter ha sempre vinto e convinto. Con alcune situazioni ripetute che hanno trasformato Inzaghi nella criptonite di Pioli (un po' come è accaduto all'allenatore rossonero a parti invertite contro Spalletti, almeno nel 2023). I due allenatori delle milanesi, con i loro staff, sanno preparare le partite come pochi e, sicuramente, la parte tattica del derby sarà affascinante.

Si sa che ormai i numeri che definiscono le disposizioni in campo sono abbastanza ridicoli per inquadrare tatticamente una squadra, tra difese a tre e mezzo, esterni bassi che fanno i centrocampisti e funzioni che hanno sostituito i ruoli. In un calcio in cui si è tornati alla marcatura individuale (specialmente nel pressing alto), però, le contrapposizioni numeriche hanno ancora un senso. Negli ultimi derby il 4-2-3-1 del Milan si andava a sovrapporre quasi in automatico al 3-5-2 nerazzurro, con la punta rossonera ad aggredire il centrale difensivo avversario, i due esterni alti a prendere gli altri due componenti del settore arretrato, il trequartista sul play, i centrocampisti sulle due mezzali, i difensori sulle punte e i laterali bassi a schermare i cosiddetti "quinti". L'unico problema teorico era la velocità di uscita dei terzini della difesa a quattro, che partono da posizione più arretrata, sugli esterni di centrocampo.

La precisione di calcio di Onana permetteva a Dumfries e Dimarco di ricevere abbastanza agevolmente prima che Calabria e Theo Hernandez facessero in tempo ad andare a prenderli. In più, Inzaghi è uno degli allenatori migliori nel saper dare ai suoi la capacità di lettura nelle uscite basse. E' questa una delle armi che hanno portato i nerazzurri a un passo dalla Champions League. Se n'è accorto anche Guardiola... Il movimento di Calhanoglu a portare via il trequartista, le rotazioni delle mezzali a spostare il centrocampo avversario e gli inserimenti di Darmian e Bastoni, sono stati letali per creare spazi e, soprattutto, liberarli per i palloni in verticale per le punte che avevano il vantaggio di sfruttare l'uno contro uno con i centrali avversari

A tutto questo si aggiungono le caratteristiche individuali, come la capacità di Darmian di non soffrire Leao, che Pioli cerca di isolare nel duello individuale. Ora il Milan è passato al 4-3-3. Probabilmente Giroud dovrà occuparsi di De Vrji cercando di schermare il passaggio a Calhanoglu, con Pulisic e il portoghese chiamati a chiudere Bastoni e Darmian. Il centrocampo si troverebbe così in vantaggio numerico senza soffrire particolarmente le rotazioni avversarie. Anzi, sarà l'Inter a doversi preoccupare dei cambi di posizione all'interno delle catene laterali quando il Milan avrà il possesso di palla, vista la mobilità e la capacità di inserimento verticale di Loftus-Cheek e Reijnders. Ci sarà un lavoro supplementare in fase difensiva per Mkhitaryan e Barella

I rossoneri dovranno fare attenzione ai cambi di gioco, altra caratteristica della squadra di Inzaghi, e sarà interessante vedere come faranno Calabria e Theo a entrare dentro il campo, come succede di solito (ultimamente addirittura il capitano diventa di fatto un centrocampista in fase offensiva), senza rischiare di farsi trovare fuori posizione in caso di perdita del pallone e di spostamento veloce dell'azione avversaria da un lato all'altro del campo. La sfida tattica, insomma, senza nulla togliere al fascino delle giocate individuali, sarà uno degli aspetti da seguire con più attenzione del derby.

 

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