Era l'estate del 2017 quando il Milan fece di tutto, o quasi, per assicurarsi Andrea Belotti. L'ex attaccante granata, reduce da una super-stagione in Serie A con ben 26 gol all'attivo, era finito nel mirino di Fassone e Mirabelli che misero sul piatto la bellezza di oltre 60 milioni per portarlo a Milanello. Ma non ci fu nulla da fare. Cairo, forte della clausola da 100 milioni di euro, tirò dritto e alla fine lo perse, nel 2022, a parametro zero. Mister 100 milioni, così veniva chiamato l'attaccante cresciuto dall'Albinoleffe, firmò poi con la Roma negli ultimi giorni di agosto ma il lento declino di Belotti era già cominciato.
Fino ad arrivare a sabato 18 luglio con la scelta del Cagliari di non proseguire il rapporto con il classe 1993. In mezzo le esperienze con Fiorentina, Como e Benfica, tutte brevi e poco esaltanti. I sardi, che gli avevano dato fiducia nel settembre del 2025 mettendolo sotto contratto per un anno, non gli rinnoveranno il contratto scaduto lo scorso 30 giugno. Una decisione consapevole arrivata dopo le visite mediche svolte a Villa Stuart. "La nostra volontà era ripartire da lui e concedergli questa opportunità, però purtroppo dopo delle visite approfondite i tempi si sono del tutto allungati - le parole di Pietro Accardi, ds dei rossoblù -. A malincuore, perché siamo legati al ragazzo, abbiamo dovuto fare la scelta per il bene del Cagliari. Si è fatto apprezzare dal punto di vista umano, purtroppo però è stato sfortunato". Stimatissimo anche dai tifosi del Cagliari nonostante i soli due gol, Belotti ha lasciato ovunque il segno per la sua disponibilità e per la voglia di lottare in campo. Sfortunato sì, ma con un grande cuore.