Buoni e cattivi: Emre Can vince il premio impiastro, domenica nera per la famiglia Inzaghi

Il posticipo Lazio-Juve visto da Matteo Dotto

27 Gen 2019 - 23:20

La Juventus che sale a +11 giocando la sua più brutta partita stagionale fotografa il livello attuale del campionato italiano: più noioso della... Scottish League. Laddove il Celtic - vincitore degli ultimi 7 titoli nazionali - in questa stagione ha soltanto 3 punti di vantaggio sui rivali storici dei Rangers.

PREMIO SOLIDARIETA' - Momentaccio per la famiglia Inzaghi. Pippo virtualmente esonerato, Simone decisamente sfortunato: in piena emergenza, con tanti assenti soprattutto in difesa, la sua Lazio meritava molto di più. E invece saluta l'Olimpico con l'amaro in bocca. E zero punti in classifica.

PREMIO IMPIASTRO - L'autogol, con il goffo colpo a superare Szczesny basterebbe ad assegnargli la palma di peggiore in campo. In più ci mette il giallo rimediato nel primo tempo per arginare Correa e un gol di testa mangiato sull'1-1 su splendido assist di Cristiano Ronaldo. Tedesco, insomma, da rivedere.

PREMIO CAMBIO DI MARCIA - Il minuto 69 (e 30esimo secondo) segna la svolta della partita. Nella Juventus entra Cancelo al posto di Douglas Costa. Meno di quattro minuti e il portoghese, raccogliendo la corta respinta di Strakosha, firma l'1-1. All'86esimo poi si guadagna il calcio di rigore sull'assurda cintura di Lulic. Onore al merito di Allegri anche per il primo cambio "tecnico" (dopo quello forzato di Chiellini per Bonucci): e cioè l'ingresso di Bernardeschi al posto di un arruffone Matuidi. Perchè sia il punto del pareggio (palla in mezzo per il tiro di Dybala respinto da Strakosha) che l'azione del rigore (quando s'invola sulla fascia servito da un grande assist di Cr7) vedono protagonista il carrarese.

PREMIO POLVERI BAGNATE - Si è sbattuto là davanti e anche a centrocampo. Ma Ciro Immobile ha sulla coscienza quell'occasionissima sprecata al 63esimo che poteva sigillare il 2-0 e (forse) chiudere il discorso.

PREMIO PIEDI BUONI - Lo confessiamo: siamo (calcisticamente) innamorati di Correa. Lo abbiamo visto giocare anche meglio, ma ogni volta che il Tucu ha la palla tra i piedi la sensazione è che possa succedere qualcosa di interessante. Meglio come assist-man che come fromboliere l'argentino, d'accordo. Ma quella punizione all'ultimo respiro, sciaguratamente sprecata da Milinkovic Savic, avremmo voluta rivederla... calciata da Correa.