SERIE A

Serie A, le big unite per chiedere miglioramenti arbitrali: due incontri in programma

A Roma si discuterà del passaggio al professionismo, a Milano le 20 società insieme per avviare una profonda rivoluzione dopo gli ultimi episodi discussi

25 Feb 2026 - 09:03
videovideo

Le infinite discussioni sugli arbitri potrebbero presto portare a una rivoluzione nel settore. Questo, almeno, è ciò che si augurano le dirigenze delle big di Serie A, pronte a presentarsi come fronte comune sulla questione in vista degli incontri in programma nelle prossime settimane. 

Come riporta Il Giornale, infatti, due gli appuntamenti da segnare sul calendario. Nei prossimi giorni, a Roma, un primo faccia a faccia agevolato dal presidente federale Gabriele Gravina e approvato dal designatore Gianluca Rocchi per discutere della società professionistica destinata a diventare la nuova casa degli arbitri di Serie A e B.

Il secondo incontro si svolgerà invece a Milano il 23 marzo, con la partecipazione delle 20 società di Serie A, che chiederanno allo stesso Rocchi profonde modifiche rispetto all'attuale gestione.

La sensazione delle big, in particolare Milan, Juventus e Napoli, è quella di essere arrivati a una sorta di punto di rottura, con novità necessarie e che non si possono più rimandare. Lo dimostrano gli ultimi episodi che hanno scontentato praticamente tutte le squadre: il patron bianconero John Elkann si è fatto sentire dopo il caso Bastoni-Kalulu di Inter-Juve; il Milan ha portato il proprio disappunto dopo le sfide con Como e Parma; infine per il Napoli ha tuonato il presidente Aurelio De Laurentiis in seguito alla sconfitta con l'Atalanta e al doppio episodio Hien-Hojlund, contattando direttamente Gravina e proponendo l'inserimento del Var a chiamata dalla prossima stagione. 

Big di Serie A unite per la rivoluzione arbitrale, cosa chiedono Milan, Napoli e Juventus?

 All'ordine del giorno, tre richieste su tutte dalle società agli arbitri: uniformità di giudizio, aggiornamento professionale della categoria e l'idea di trasferire la Can sotto l'egida della Lega di Milano come negli anni ottanta con possibilità di dividere in fasce i fischietti in attività e a quel punto procedere al sorteggio per le designazioni.

Sul primo punto, è evidente la riflessione anche dopo il gol convalidato al Parma nell'1-0 di San Siro: se il contatto fra Troilo e Bartesaghi è da considerare regolare, allora la stessa valutazione andava fatta qualche settimana prima in Milan-Sassuolo, quando per un episodio simile fu fischiato fallo ai rossoneri. 

Poi c'è la necessità, per gli arbitri, di poter incontrarsi per organizzare allenamenti e simulare situazioni di gioco. Circostanza non replicata nell'ultimo periodo anche per mancanza di budget. La Lega di Serie A dovrebbe dimostrarsi pronta ad assumersi l'onere finanziario dell'operazione per garantire più tranquillità, anche economica, al settore. 

Infine, la possibilità di sorteggiare gli arbitri dopo averli divisi in fasce "di qualità" come direzione di gara. Una vera e propria rivoluzione che nel caso passerà dagli incontri in programma nei prossimi 30 giorni, fra Roma e Milano.