Sebastiani: "A Pescara c'è odio"

Il patron del club abruzzese: "A fine anno lascio? Non si resta a dispetto dei santi"

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"Questa è una città piena di chiacchiere e con una realtà in cui si spingono le folle all'odio": con queste parole il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, ha commentato il gesto di alcuni ignoti che la scorsa notte sono entrati nel suo cortile incendiando due auto. "Girano falsità evidenti che riguardano offerte per acquistare la società ma che io non ho mai ricevuto" ha aggiunto. 

Il patron del club abruzzese è chiaramente e comprensibilmente scosso per l'incendio doloso che ha distrutto una Smart e un suv di sua proprietà: "Sono gesti che fanno pensare e ti fanno rimanere veramente male. Non portano nulla di buono per il Pescara e non solo per Sebastiani".  La tensione in città è aumentata a dismisura dopo il 6-2 casalingo incassato domenica scorsa dalla Lazio e proprio dopo quella pesante sconfitta Sebastiani aveva parlato di alcune minacce ricevute.

"Dispiace perché al di là del gesto che è da condannare a prescindere, quello che è successo arriva dopo il lavoro fatto in questi anni per rilanciare il nome di Pescara e della squadra di calcio" si è sfogato il presidente che ha poi aggiunto: "Non mi meraviglio perché nel calcio oggi puoi essere un Dio in terra e domani l'ultima ruota del carro e per questo non mi sono mai esaltato nei momenti belli e depresso quando le cose non andavano bene. E' troppo facile salire sul carro dei vincitori quando le cose vanno bene".

Dopo la sconfitta contro la Lazio, Sebastiani aveva parlato della possibilità di mollare la società a fine stagione come conseguenza alle contestazioni dei tifosi e alla pessima prestazione della squadra. Oggi il patron ha voluto spiegare quelle dichiarazioni: "Io confermo quello che ho detto dopo la partita con la Lazio perché a mio avviso se una persona non è ben vista non deve stare a dispetto dei santi. Se qualcuno vuole acquistare il Pescara deve fare delle offerte a chi, come il sottoscritto e i miei soci, possiede la maggioranza delle quote azionarie" ha concluso. 

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