Perché Ronaldo il fenomeno è stato più forte di Cristiano Ronaldo

Non c'era essere umano in grado di contrastarlo, è stato fermato solo dagli infortuni

di ENZO PALLADINI
Perché Ronaldo il fenomeno è stato più forte di Cristiano Ronaldo

Lo fermavano solo gli infortuni. Mai banali purtroppo per lui, sempre altamente traumatici, sempre preludi a lungodegenze. Ma i difensori, quelli no. Non c’era essere umano al mondo capace di contrastarlo in un uno contro uno, pochi addirittura erano in grado di sostenere un due contro uno. Dai tre in su se ne poteva parlare, soprattutto se l’arbitro chiudeva un occhio e sorvolava su quel paio di scarpate che gli arrivavano negli stinchi prima di trovarsi a guardare gli occhi atterriti del portiere.

Ronaldo Luis Nazario de Lima detto confidenzialmente “Il fenomeno” era tutto questo. Era il migliore del mondo in quel momento senza alcuna possibilità di discussione, non aveva un Messi tra le scatole e non si preoccupava se nelle squadre avversarie giocavano Nesta e Maldini. Dritto all’obiettivo, praticamente infallibile.

Tutto talento puro, questione di dna. Scoperto sui terreni sassosi del suburbio di Sao Cristovao e coltivato dalla natura stessa, senza ausilio di macchine e di additivi. Il calcio come mamma l’ha fatto, l’inimitabile capacità di stordire l’interlocutore con una giocata che nessuno di poteva aspettare e che pochi eletti possono anche solo immaginare. Un talento sopravvissuto alle ingiurie e all’incuria, a una bulimia di gelati, hamburger, birra e belle donne che avrebbe messo in ginocchio il 90% degli esseri umani comuni, mostrato all’adorante pubblico brasiliano anche quando pesava più di un quintale e buttava giù le balaustre per andare ad esultare.

Ronaldo fenomeno era un’altra cosa. Quello del 1996-97 nel Barcellona, quello del 1997-98 nell’Inter, quello che vinceva il Mondiale del 2002 con un Brasile imbottito di operai, quello che negli allenamenti ai tempi dell’Inter si fermava al primo giro di campo ma faceva sedere sul prato i difensori che provavano a fermarlo, con la regola ad personam che lui, R9, poteva solo correre all’indietro mentre gli altri potevano usare tutti i mezzi. Non aveva l’addominale scolpito, quello no. Non aveva la riserva di gel nell’armadietto, quella nemmeno. Aveva tutto per essere il più grande giocatore nella storia del calcio, meno la fortuna.

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