Nessuna italiana nelle semifinali europee: non accadeva da 39 anni
L'aggravante: nel 1986-87 c'era l'eliminazione diretta fin dai primi turni, ma è anche vero che allora quasi tutti i migliori giocavano da noi
di Enzo PalladiniSiamo fuori da tutto. Prima dal Mondiale, adesso anche dalle Coppe Europee. Nessuna italiana in semifinale, risultato che conferma il disastro del movimento calcistico nel nostro Paese. Ma c'è un dato che aggrava la situazione e al quale quasi nessuno ha fatto caso: contando le stagioni con tre coppe, erano 39 anni che le semifinali europee non vedevano in gara alcuna squadra proveniente dalla Serie A. Era la stagione 1986-87 per l'esattezza.
In Coppa dei Campioni c'era la Juventus, che dopo aver passato un primo turno agevole contro gli islandesi del Vlur (11 gol segnati in due partite), venne eliminata negli ottavi dal Real Madrid, comunque in maniera onorevole. All'andata gli spagnoli vinsero 1-0 con gol di Butragueno, al ritorno stesso risultato a parti invertite, con gol di Antonio Cabrini dopo 9 minuti di gioco. Si andò ai rigori e finì 3-1 per il Real, con gli errori dal dischetto di Brio, Manfredonia e Favero. Alla fine della stagione, il Real perse la semifinale contro il Bayern Monaco che poi a sua volta venne battuto in finale dal sorprendente Porto.
In Coppa delle Coppe, l'avventura della Roma finì subito, eliminata ancora ai calci di rigore dal Real Saragozza al primo turno, 2-0 a Roma e 0-2 a Saragozza. Quell'edizione del torneo venne vinta dall'Ajax in finale contro la sorpresa Lokomotiv Lipsia. Il gol decisivo fu di Marco Van Basten che aveva già l'accordo con il Milan. In Coppa Uefa, la Fiorentina e il Napoli uscirono al primo turno, rispettivamente contro Boavista e Tolosa. Il Torino e l'Inter arrivarono invece ai quarti di finale, eliminati dagli austriaci dello Swarowski Tirol e dagli svedesi del Goteborg. La Coppa andò proprio al Goteborg dopo la doppia finale contro il Dundee United.
Le Coppe nel frattempo sono cambiate, non è più così vincolante vincere tutte le partite. Allora non c'era scampo, novanta minuti sbagliati significavano eliminazione. Nelle squadre italiane c'erano però quasi tutti i migliori giocatori in circolazione. Adesso è più grave non arrivare almeno in una semifinale, però questo è e c'è qualcosa che nel frattempo è andato storto.