Milan, Gattuso: "Un sogno allenare qui, spero di continuare"

"La società mi ha sempre chiesto di provare ad andare in Champions e siamo qui"

Milan, Gattuso: "Un sogno allenare qui, spero di continuare"

Battere la SPAL per sperare ancora in un posto Champions, poi si vedrà. Rino Gattuso pensa al Milan e non alla sua panchina: "Per me è stato un sogno allenare questa squadra - ha ammesso alla vigilia dell'ultima di campionato -, spero di continuare ma ora ho la testa solo alla SPAL, sarà una battaglia". La Champions è lì: "La società non mi ha mai messo l'obbligo di andarci, mi ha chiesto di provarci e siamo qui. La stagione non è da buttare".

Della Spal ti spaventano i singoli o il collettivo di Semplici?
Conosco molto bene il loro gruppo perché diversi giocatori li ho già affrontati anche in Serie C. Semplici fa giocare bene le sue squadre e sta crescendo molto. Dovremo stare attenti perché giocano molto bene con gli esterni, ma non solo ai singoli. Ci giochiamo tanto, dovremo battagliare e fare molta fatica. Fino al termine dovremo fare il nostro dovere, poi vedremo cosa accadrà.

Sogni un abbraccio di gioia a fine partita con tutta la squadra?
Ci sarà a prescindere perché a questo gruppo devo tanto. Ci manca la ciliegina sulla torta, questi ragazzi si meritano un grande abbraccio e tanto rispetto da parte mia perché sono sempre stati sul pezzo.

Che settimana è stata a Milanello?
Non ho visto tanti movimenti di valigie o armadietti svuotati. La squadra è concentrata e ho visto una grande crescita da questo punto di vista. Dalla dirigenza ho visto la stessa concentrazione, abbiamo preparato la partita nel migliore dei modi.

Per Gattuso che settimana è stata?
Ho l'ufficio pieno di carte, la stanza piena di vestiti e scarpe. Allenare il Milan per me è un sogno, è stato difficile e spero che possa continuare. Comunque sia è stato un grande onore.

Perché il quinto posto non sarebbe un fallimento?
Perché abbiamo fatto più punti degli altri anni e penso che sulla carta c'erano squadre che erano più attrezzate di noi e sono dietro. Abbiamo avuto grandi possibilità e non le abbiamo sfruttate, ma il lavoro che abbiamo fatto non è da buttare via. A me la società non ha mai chiesto di andare in Champions League obbligatoriamente, mi ha detto di provarci e noi all'ultima giornata ci stiamo provando. Nei momenti di difficoltà siamo sempre venuti fuori, quando eravamo sereni non abbiamo tirato fuori il meglio di noi, questo è il rammarico.

Ti aspetti una conferma?
Secondo voi bisogna parlare di me oggi? Dopo la partita si parlerà di tutto, oggi bisogna pensare solo alla SPAL.

Un fioretto per il quarto posto?
Potrei fare di tutto o nulla, non lo so, non ho la testa per pensare a queste cose. Magari mi taglio la barba, non lo so.

C'è qualche cosa che non rifaresti?
Rifarei tutto nel bene e nel male, non sono uno che calcola cosa dire o cosa fare. Preferisco essere spontaneo. Forse a livello tattico ho fatto qualche errore e dovrei migliorare quell'aspetto piuttosto che le frasi.

Quanto c'è da migliorare in questa squadra per il salto di qualità?
Non c'è tanto da fare, bisogna analizzare bene che tipo di calcio si vuole fare e prendere giocatori funzionali. Serve qualcuno con esperienza e che si assuma le responsabilità nello spogliatoio.

Vantaggio o svantaggio partire senza sapere il risultato delle altre?
Noi dobbiamo pensare a fare il nostro. L'errore più grosso è pensare alle sfide delle altre, la SPAL ha un obiettivo da raggiungere che vale tanti soldi e ci sarà da battagliare. Sarà molto difficile.

Che estate sarà per i tifosi del Milan?
Si deve aspettare una società molto forte e fatta di persone in gamba. Si devono aspettare il meglio perché qui c'è gente che sa che strada bisogna prendere.

Può un solo punto cambiare la valutazione di una stagione?
Negli ultimi 10-15 anni il lavoro del giornalista è cambiato molto. E' diventato un mondo strano, ci sono tante testate web e si scrive molto. La professionalità a volte viene a mancare, spesso si scrive tanto al chilo.

Il Milan sarà più tranquillo in trasferta?
San Siro pieno ci deve gasare, non dev'essere un problema o la causa del nostro braccino. Col Frosinone ci siamo ripresi dopo il rigore sbagliato, ma contro la SPAL non possiamo permetterci di fare una sfida come contro il Frosinone.

Chi è il giocatore che più ti ha sorpreso?
Non parlo dei singoli, tanti giocatori sono migliorati. Vedere come Abate ha giocato da centrale per me è stata una sorpresa. Si è impegnato molto sia in campo che in sala video, non mi aspettavo che avrebbe fatto così bene. Per molto tempo c'è mancata la qualità di Calhanoglu, mi fa rabbia vedere che ha fatto solo due gol in campionato perché ha la tecnica per fare molto meglio.

Cosa ti ha sorpreso di più di te stesso?
Nulla, sono molto invecchiato. Non mi sembra che sia passato una stagione, per me sono passati come 10 anni per le emozioni e lo stress che ho vissuto. Sul piano professionale questa esperienza sono migliorato a livello caratteriale e nel rapporto coi giocatori, mi sono dato una calmata.

Quanto ti affascinerebbe continuare con un Milan giovane?
Una squadra ancora più giovane di così poi diventa dura. Il più deluso di fare partite faticose sono io, le prime 10-12 partite mi ero fatto la bocca perché giocavamo anche bene. Serve un Milan con giocatori funzionali e mi piacerebbe farne parte, ma oggi penso solo alla SPAL.

Che cosa ti ha dato questa stagione?
Mi porto dietro tutto. C'è stato un momento in cui eravamo contati e i nove che erano rimasti hanno dato tutto. La cosa che mi fa rabbia è che abbiamo dovuto sempre prendere delle grandi mazzate quando eravamo tranquilli e senza acqua alla gola. In quei casi non abbiamo mostrato la giusta cattiveria, quella che è venuta fuori nei momenti difficili.

Hai riavvicinato i tifosi del Milan: è un tuo merito?
Quando fai questi numeri devi solo ringraziare i tifosi che hanno fame di calcio. Sono stati abituati per tanti anni a vincere tanto, ma l'attaccamento che ci hanno mostrato è straordinario. Si meritano molto di più.

Come sta Abate? Mancheranno lui e Zapata nella prossima stagione?
Sono scelte societarie, ho detto quello che pensavo ma rispetto la decisione del club che ha una linea precisa da seguire. Per il loro comportamento e l'impegno posso solo usare parole positive per loro.

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